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Roma, 31 lug – Colpo al clan. In Calabria la polizia ha effettuato un blitz contro la cosca Libri di Reggio Calabria, con decine di agenti della squadra mobile di Reggio e dello Sco che hanno eseguito 17 misure cautelari (12 persone sono finite in carcere, 5 ai domiciliari). Tra gli arrestati vi sono il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Nicolò, finito in carcere e il capogruppo del Partito democratico Sebi Romeo, ai domiciliari. Gli arresti sono stati chiesti dalla Direzione distrettuale antimafia, con le esecuzioni firmate dal gip nell’ambito dell’inchiesta “Libro nero”.

Diversi i politici e gli imprenditori coinvolti. In manette anche il presidente dell’Ance Calabria (Associazione nazionale costruttori edili) Francesco Berna e suo fratello Demetrio Berna, che è stato consigliere comunale Reggio Calabria nel 2002 e 2007, nonché assessore al Bilancio tra il 2011 e il 2012. Secondo gli inquirenti anche un esponente delle forze dell’ordine era al servizio della cosca. La cosca avrebbe avuto notevole influenza in molti settori economici e avuto un ruolo “centrale” in occasione delle elezioni regionali del 2014. Nel novero degli indagati anche Demetrio Naccari Carlizzi, già consigliere regionale Pd e cognato del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che però risulta estraneo all’inchiesta. Naccari Carlizzi è accusato di concorso esterno con la ‘ndrangheta.

I reati contestati

Nei confronti gli arrestati, molti dei quali affiliati alla cosca, gli inquirenti ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale di arma e tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. L’organizzazione criminale, secondo gli inquirenti, avrebbe messo le mani su diversi settori economici della città calabrese grazie al controllo di diverse società – settore immobiliare, edilizio e della ristorazione – il cui valore ammonta complessivamente a diversi milioni di euro.

Controllo dei voti

Il clan avrebbe poi avuto influenza nelle elezioni regionali del 2014, perché in grado di infiltrarsi nelle dinamiche elettorali. Di fatto, secondo gli inquirenti, era in grado di veicolare voti a favore di soggetti compiacenti che poi garantivano uno scambio di favori. La cosca Libri avrebbe tra l’altro elaborato raffinate strategie atte a consentire l’elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali. Gli investigatori hanno messo in evidenza l’ascesa politica di alcuni eletti, arrivati fino al Consiglio Regionale.

Le reazioni di Pd e Fdi

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha annunciato che gli esponenti del suo partito coinvolti sono stati sospesi. Anche Fdi ha allontanato Alessandro Nicolò dal partito. Nel frattempo il senatore del Pd, nonché ex segretario regionale, Ernesto Magorno si è autosospeso dal partito: “Le notizie relative all’operazione anti ‘ndrangheta contro il clan Libri impongono un serio intervento del Pd nazionale in Calabria. Mi autosospendo dal partito fino a quando non si farà chiarezza”, ha dichiarato Magorno.

Alessandro Della Guglia

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