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Roma, 21 gen – Maxi-operazione in tutta Italia contro la ‘ndrangheta: tra gli indagati anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, la cui casa romana è stata perquisita. Il leader centrista si è subito dimesso. Intanto è ancora in corso su tutto il territorio nazionale l’operazione “Basso profilo“, coordinata dalla Procura di Catanzaro, che vede impegnati 200 unità della Direzione investigativa antimafia e 170 agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza con il supporto di quattro unità cinofile e un elicottero. A quanto risulta, finora sono state arrestate e condotte in carcere 13 persone, mentre sono 35 gli arresti domiciliari. Le accuse sono a vario titolo di riciclaggio, turbativa d’asta, intestazione fittizia di beni ed associazione mafiosa.

Cesa (Udc): “Totalmente estraneo ma rassegno le mie dimissioni”

L’accusa per Cesa, secondo indiscrezioni, sarebbe di concorso esterno in associazione mafiosa. “Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017“, conferma il politico con una nota. “Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato”, annuncia l’ormai ex leader dell’Udc. Ai domiciliari è finito anche un suo braccio destro in Calabria, Francesco Talarico dell’Udc, assessore regionale al Bilancio. Proprio Cesa da giorni è coinvolto nelle trattative di Conte per salvare la sua maggioranza aprendo ai centristi. Le sue dimissioni pertanto avranno inevitabili ripercussioni politiche.

In manette boss, imprenditori e diversi esponenti della pubblica amministrazione di Catanzaro e provincia

In manette, a quanto risulta, numerosi esponenti della pubblica amministrazione di Catanzaro e provincia. Ma l’operazione coinvolge i maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”. Nonché politici, imprenditori e appunto “colletti bianchi” collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.

Un giro da 300 milioni di euro

La movimentazione illecita di denaro scoperta è per un valore di oltre trecento milioni di euro. Oltre alle misure cautelari, la Procura di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. GUARDA CASO
    “Proprio Cesa da giorni è coinvolto nelle trattative di Conte per salvare la sua maggioranza aprendo ai centristi. Le sue dimissioni pertanto avranno inevitabili ripercussioni politiche.”

    CESA e UDC bisogna sostenere CONTE…

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