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Roma, 31 dic – “Non riaprire le scuole e prolungare la zona rossa almeno fino a metà gennaio“: il catastrofista Walter Ricciardi torna alla carica con il consueto terrorismo psicologico. “Le scuole sono ambienti sicuri, ma è la situazione esterna a sconsigliarne la riapertura”, dice convinto il consulente del ministro della Salute. In una intervista alla Stampa, Ricciardi sgancia la bomba: “So che è impopolare dirlo, ma non è il caso” di riprendere le lezioni in presenza. Come se non bastasse poi evoca lo spettro del lockdown nazionale come unica soluzione contro il coronavirus.



Ricciardi chiede di non riaprire le scuole

“Si possono riportare i ragazzi in classe solo con una circolazione bassa del virus, non con quella attuale. Altrimenti rischiamo di richiuderle nel giro di poche settimane“, è la previsione pessimistica di Ricciardi. Questo quando il governo giallofucsia ha deciso che a gennaio potranno tornare in classe anche gli studenti delle superiori, da mesi relegati in casa con la didattica a distanza.

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Contagi? Per il consulente di Speranza va prolungata la zona rossa

Poi l’ex attore oggi medico dice la sua anche sulle fasce di rischio: “Per abbassare davvero la curva dei contagi, lo abbiamo visto, l’unica strada è quella di lockdown lunghi e nazionali. Anche la zona rossa ora in vigore andrebbe prolungata, almeno fino a metà gennaio, se vogliamo vedere effetti positivi”. Al contrario, avverte, “se dal 7 gennaio, di colpo, facciamo riprendere tutte le attività, assisteremo certamente a un rialzo della curva epidemica“.

Anno nuovo, restrizioni vecchie

Il consulente di Speranza non fa che ripetere che bisogna mantenere restrizioni e divieti sine die, e comunque per tutto il 2021. “L’inizio della campagna vaccinale non significa che il nostro comportamento cambierà rispetto alla protezione dal Covid: per tutto il 2021 le misure resteranno uguali ad adesso“. Così Ricciardi si spinge ben oltre la questione delle scuole e della zona rossa. Ora bisogna vedere cosa deciderà il governo. Tuttavia, anche se non è dato sapere se la linea è condivisa dal ministro della Salute, le ultime dichiarazioni di Speranza non lasciano ben sperare.

Ricciardi si straccia le vesti: “Miei consigli non ascoltati e risultati si vedono”

In tutto questo Ricciardi si straccia pure le vesti per non essere abbastanza ascoltato dal ministro Speranza e dal governo giallofucsia. “Nella prima fase ho potuto incidere di più sulle decisioni politiche, partecipavo anche alle riunioni del Cts, era diverso”, fa presente. “Ma, con il passare dei mesi, ho notato che i miei consigli non venivano più considerati e i risultati si sono visti“. Capito? I contagi sono colpa di chi non ha dato retta a Ricciardi.

Adolfo Spezzaferro

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