Roma, 29 mag – Avevano espresso dei commenti un po’ troppo “sopra le righe” nei confronti di una 15enne, urtando la suscettibilità della giovane ma soprattutto quella del padre. Per questo ora due egiziani si ritrovano all’ospedale gravemente feriti – uno dei due è in fin di vita.

Spedizione punitiva

E’ accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a Ostia, in piazzale Stazione del Lido. Il padre della ragazza, inferocito dopo aver ascoltato la testimonianza della figlia «Quelli sono sempre davanti al bar e quando passo uscendo da scuola ci provano sempre e mi dicono cose», non ci vede più dalla rabbia e decide di recarsi in automobile, accompagnato da un amico, in piazzale Stazione del Lido, a Ostia, davanti all’omonima stazione della ferrovia Roma Lido. I due stranieri, egiziani di 21 e 19 anni, che avevano in più occasioni molestato verbalmente la giovane, sono fermi a bighellonare tra la biglietteria e la fermata del bus 01, e vengono subito intercettati dall’uomo, il quale estrae un coltello a serramanico e li colpisce più volte all’addome. I due crollano a terra in una pozza di sangue, l’aggressore risale in macchina e riparte a gran velocità.

Condizioni disperate

Più di una decina di testimoni assiste alla scena, che è ripresa anche dalle telecamere di sicurezza installate davanti all’ingresso della stazione. Vengono chiamati i soccorsi e le forze dell’ordine, parte la caccia all’aggressore, mentre le due vittime vengono trasportate d’urgenza all’ospedale Grassi e sottoposte a intervento chirurgico. Il 21enne è ricoverato in terapia intensiva e versa in condizioni disperate. «L’altro è sotto choc – riferiscono i carabinieri al Giornale – Tanto che non riesce a spiegarci bene cosa sia accaduto». Il personale medico del Grassi riferisce che «Le condizioni del paziente sono critiche, e la prognosi rimane riservata».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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