Roma, 16 ott – La sfida dei “due Matteo“, il duello tv tra Renzi e Salvini andato in onda ieri a Porta a Porta, è stata soprattutto una vetrina come non ce ne sono altre nel Belpaese per parlare ai rispettivi elettorati. Come se i prossimi sfidanti alle Poltiche saranno loro due, il leader della Lega e l’ex Pd ora leader di Italia Viva. Come se Giuseppe Conte, attuale premier e probabilmente futuro candidato del sinistra-centro alle prossime elezioni, non esistesse. Ecco, sulla volontà di bypassare il premier, i due Matteo sono stati d’accordo. Come anche – è l’unica altra convergenza – sul fatto che il sindaco di Roma Virginia Raggi dovrebbe dimettersi all’istante per manifesta incapacità. Per il resto, come era facile immaginare, i due si sono “scornati” su tutto. Ritmo alto, pochi insulti e tanta sostanza – numeri, riferimenti, slide – Renzi e Salvini hanno tenuto banco per circa 80 minuti, parlando per lo stesso tempo e facendo la gioia del padrone di casa, Bruno Vespa, che ha incassato un altro successo di audience (3,8 milioni di spettatori e 25% di share).


I commenti sui social: due stili differenti

Per capire come il leader di Iv e quello della Lega si sono affrontati, con quale stile e scelte di comunicazione, è sufficiente leggere come hanno commentato a caldo il duello tv sui social. “Grazie a tutti! Chi ha visto il confronto si sarà fatto un’idea precisa. Io sono felice che ci sia tutto questo affetto per #ItaliaViva e per il nostro progetto di Paese. Adesso tutti pronti per la #Leopolda10. Buona Notte. #RenziSalvini”, ha scritto Renzi su Facebook. “Con tutta l’umiltà del mondo, visto che spetterà a voi giudicare, diverse persone che hanno assistito al confronto fra me e Renzi hanno commentato ‘2 a 0 per Salvini e palla al centro’. Ora aspetto un bel confronto col signor Conte. #portaaporta”, ha scritto Salvini su Twitter. Il primo si è rimesso alla capacità critica degli spettatori; il secondo ha cantato vittoria. Il primo ha rilanciato la sua Leopolda; il secondo ha sfidato il premier a venire anche lui da Vespa. In effetti, se da un lato Salvini ha puntato sul fatto che la Lega è il primo partito e quello di Renzi è al 4%; l’ex segretario del Pd ha preferito vestire i panni compassati di chi fa il fact-checking delle affermazioni dell’avversario. Ogni volta che Salvini lanciava uno slogan, Renzi quando era il suo turno diceva “Matteo Salvini sta mentendo quando dice…” e snocciolava dati e cifre e leggi per smentire l’ex ministro dell’Interno. A un certo punto, l’ex premier ha proprio detto “pubblicheremo il fact-checking di tutte le affermazioni di Salvini“. Insomma, se è vero che i due avevano studiato per arrivare preparati a dovere al duello tv, Salvini ha forse fatto training autogeno per rimanere calmo – anche se qualche volta nel microfono, mentre parlava Renzi, si sentiva forte e chiaro quanto sbuffasse -; Renzi, molto più calmo di partenza, ha memorizzato numeri e leggi da primo della classe, salvo poi dire – quando in difficoltà – “chiedetelo al Pd, io sono un’altra cosa”.

Papeete e sagre, i colpi bassi di Renzi

A livello mediatico non sono mancati momenti un po’ più di politica-spettacolo. Come le frecciatine di Renzi sull’attitudine a mangiare e bere di Salvini “che va per sagre e proloco” oppure sull’onnipresente Papeete. E le repliche a più riprese del leader della Lega: “Renzi è un genio incompreso, fa tutto bene eppure non lo votano. Sì, adoro l’Italia dei Comuni, dei paesi, delle sagre. I casi sono due: o gli italiani sono cretini… non ho fatto nulla, non vado alle riunioni, mangio come un bufalo, o sono tutti rimbambiti, oppure se mi votano è perché qualcosa di buono l’ho fatto“. Visto che, come ha più volte ricordato, Renzi sta al 4% e lui al 33%. Però certo le bordate serie non sono mancate. Come quando Salvini ha mostrato una slide in cui si leggeva chiaramente che con il governo di Renzi i morti in mare sono arrivati a 5.000 mentre in un anno di governo Lega-M5S i morti sono stati 800. Così come gli sbarchi, quasi azzerati con il leader del Carroccio al Viminale, triplicati in un mese di giallofucsia.

I soldi dei russi e i 49 milioni della Lega

Così come è stato altrettanto pesante il colpo sferrato da Renzi sui presunti fondi russi alla Lega: “Io quando qualcuno dice il falso su di me, lo porto davanti a un giudice. Perché Salvini non querela Savoini, visto in che guaio l’ha messo? Io ci credo che Salvini non ha preso un soldo, ma perché non lo querela?“. Imbarazzato, il leader della Lega ha risposto che ancora non ci sono prove e che c’è un processo in corso. Così come, sempre sul fronte dei soldi, Salvini ha detto che i famosi 49 milioni della Lega lui non li ha visti e che da segretario risponde dal 2013 in poi, non prima. “C’è una sentenza che dice che 49 milioni sono spariti e Maroni e Bossi dicono che li ha utilizzati lei – lo incalza Renzi. Li ha usati o no per alimentare la ‘Bestia’ su Facebook? Secondo me li ha usati lei”. “I 49 milioni? Sono vicende del passato, ma se qualcuno ha sbagliato dieci anni fa ora stiamo pagando“, ha replicato Salvini.

Salvini guarda avanti e punta a vincere le Regionali in Umbria

Proprio sul passato che è passato mentre invece bisogna pensare al futuro, il leader della Lega ha impostato il suo intervento. Tutto rivolto, appunto, alle Regionali in Umbria del 27 ottobre. Occasione per battere la sinistra in una regione storicamente rossa, dove il Pd è coinvolto pesantemente in scandali su scandali. “Il voto in Umbria – spiega Salvini – sarà un test sul governo più di sinistra degli ultimi anni. Temo che dopo la manovra saranno ancora di più quelli che diranno: fate in fretta, fate opposizione che questi ci vogliono tassare anche l’aria. Il M5S sono diventati la dependance del Pd tradendo le loro idee originali. In Umbria tanti elettori dei 5 Stelle e del Pd voteranno Lega perché hanno dignità”.

Un pareggio che sta bene a entrambi

Insomma, se l’ex segretario Pd ha cercato di inchiodare Salvini su fatti del passato, l’ex vicepremier ha spostato ogni volta l’attenzione sul presente e sul futuro. In un sostanziale pareggio tra le cose fatte male di Salvini secondo Renzi e le cose fatte bene da Salvini secondo gli italiani, dall’immigrazione alla sicurezza. La vera sfida, per Salvini, è quella di domenica 27. Ma intanto si è – come dire – scaldato con Renzi. Il leader di Iv, dal canto suo, sta ancora costruendo il suo consenso. E ha scelto la credibilità – dati alla mano – nel tentativo di far dimenticare i suoi famigerati “stai sereno”, il suo apparire uno che tradisce i compagni di strada per tornaconto personale e non per il bene del Paese.

Adolfo Spezzaferro

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