Roma, 16 mag – Vista la prossimità del voto per il Parlamento Europeo, il social network più popolare in Italia, Facebook, ha intrapreso una sommaria mannaia per chiudere profili considerati “divulgatori di fake news” e “seminatori di odio”. Abbiamo già elencato chi sono i fact-checker e la connessa rete di finanziatori, utilizzati da Zuckerberg, che discriminano tra notizie false e vere, come una sorta di Ministero della Verità di orwelliana memoria.Di recente, alla lista si è aggiunta Avaaz, organizzazione che diffonde propaganda progressista in rete, fondata dalla Open Society Foundations di George Soros (), che già lo scorso anno aveva istituito una vera campagna elettorale contro i partiti di destra e sovranisti.

Avaaz sta affilando i coltelli altresì per le elezioni europee del 26 maggio, con diversi video sponsorizzati e pubblicati sempre sul medesimo social network. Sulla questione Facebook, quindi, si sono riempite intere pagine di giornali dopo la chiusura di 23 pagine vicine al Movimento 5 Stelle e alla Lega, giudicate da Avaaz, divulgatrici di bufale. Molti politici, come Luigi Marattin del Partito Democratico, hanno addebitato a queste pagine la motivazione delle recenti e numerose sconfitte elettorali del proprio partito.

Invece, del social network Twitter, il preferito dai politici di sinistra, si è parlato di recente soltanto della goliardica battaglia di Laura Boldrini, che ha sfidato il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, all’ultimo “like”. Operazione simpatia della ex Presidente, in linea con i balli in piazza, al grido “Bella Ciao”.

Le singolari tenzoni sono state vinte per ben quattro volte dalla Boldrini, nonostante un peso elettorale decisamente inferiore a quello di Salvini. Per questo motivo, abbiamo usato un facilissimo strumento di verifica, Twitter Audit, per verificare l’attendibilità dei risultati.

Twitter Audit analizza la lista dei follower dell’utente Twitter, utilizzando diversi parametri per calcolare la ratio tra follower reali e fake, ad esempio attraverso il numero di tweet, data dell’ultimo tweet e il rapporto dei following di ciascun follower. Come controprova, abbiamo analizzato gli account seguenti anche con SparkToro, altra applicazione che testa la ratio dei follower.

Il 56% degli account che seguono la Boldrini sono falsi

Laura Boldrini è seguita su Twitter da circa il 56 per cento di falsi account/bot. Ovviamente non possiamo conoscere la provenienza di questi fake (ovvero se sono stati acquistati o meno), ma sicuramente inficiano le sfide dell’ex Presidente della Camera. Peraltro, molti dei retweet (condivisioni) della Boldrini provengono da account con pochi follower, quindi decisamente poco credibili a livello di veridicità.

Il virus degli account fake ha infettato diversi intellettuali e politici, propagandosi più virulentemente a sinistra. Tra questi spicca Roberto Saviano, già condannato in Cassazione per aver copia-incollato tre articoli inseriti poi nel suo bestseller Gomorra , conta ben il 67 per cento di follower falsi (56 per cento secondo SparkToro), ovvero 1.141.655 fake.

Saviano non è solo tra gli intellettuali accreditati a sinistra ad avere un vasto seguito di follower falsi: Diego Bianchi di Propaganda Live si attesta primo con il 57 per cento di fake, seguito dall’esperto del Gruppo di alto livello contro le “fake news” della Commissione Europea, Gianni Riotta, e dalla testa di serie dei radical chic, Gad Lerner.

Seguono l’editorialista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, il conduttore di Piazzapulita, Corrado Formigli, l’ex direttore de La Repubblica, Ezio Mauro, e il giornalista Vittorio Zucconi. L’ideatrice del fascistometro e di Matria, Michela Murgia, ha un account Twitter quasi privo di falsi follower.

Abbiamo stilato una lista dei leader dei partiti che concorreranno alle prossime elezioni europee, in ordine crescente di follower falsi/bot:

  • Silvio Berlusconi e Carlo Calenda totalizzano un 93 per cento di follower reali.
  • Matteo Salvini, 92 per cento di follower reali.
  • Luigi Di Maio, 87 per cento di follower reali.
  • Simone Di Stefano, 84 per cento di follower reali.
  • Giorgia Meloni, 83 per cento di follower reali.
  • Emma Bonino, 40 per cento di follower reali.
  • Nicola Zingaretti, 38 per cento di follower reali.

L’utilizzo di troll e bot su Twitter può risultare importante non solo per divulgare la propria propaganda politica, ma principalmente per “darsi ragione” e per importunare altri account. Infatti, in prossimità delle scadenze elettorali, si evidenzia un incremento significativo di nuovi profili, probabilmente generati per riscrivere la narrazione in favore di uno o dell’altro partito, screditando l’avversario.

Concludiamo con uno dei più noti “epic fail”: Marianna Madia, ex Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione del Partito Democratico, che, dimenticandosi di loggarsi con l’account fake, si è auto elogiata.

Francesca Totolo

6 Commenti

  1. La faccia della boldrina , “mediterranea” nel senso più deteriore che gli: “White, Anglo-Saxon, Protestant” attribuirebbero al termine, mi fa’ pensare al “liberatore” generale Patton, il quale, (forse disgustato da facce del genere), incitava i suoi soldati, in Sicilia, a sparare su quei bastardi mangiaspaghettimangiaspaghetti avvinazzati, infingardi, sudici, ladri, vigliacchi, falsi, e infidi! Anche se escono dalle loro tane con le mani alzate e con la bandiera bianca!!! Chissà se la “partigiana” nata a giochi conclusi da parecchi lustri sa’ come i suoi “alleati liberatori”, (leggi: padroni, occupanti & sprezzanti), considerano gli Italiani in generale! A quelli come lei, in particolare, affibbiano il termine, usato anche dal suo “maestro” Togliatti, di: “utili idioti”!

    • Certuni hanno meritato il disprezzo degli alleati in quanto prostitute naturali.
      Però preferivo quelli che accoglievano i famosi liberatori con raffiche di piombo e non furono affatto pochi.

  2. di che vi meravigliate? Capo fila MEETIC cui nel 2009 s’era iscritto un mio amico, lasciato dalla fidanzata. Si lagnava con me perché in un giorno non aveva ricevuto neanche un “segno d’interesse” alllora non si chimavano LIKE$, mentre una tizia che s’era registrata il suo stesso giorno aveva avuto un migliaio di “segni”. Io subito, a fiuto, che non mi è mai mancato, gli dissi che costei se li faceva da sola i “mi piaci”…allora non c’era bisogno di tanti distinguo, pensavano che Noi non si fosse furbi, come ora pensano che Noi Dal Basso, si sia una massa di beoti che credono alle loro spèuttanevoli fandonie !

  3. di che vi meravigliate? Capo fila MEETIC cui nel 2009 s’era iscritto un mio amico, lasciato dalla fidanzata. Si lagnava con me perché in un giorno non aveva ricevuto neanche un “segno d’interesse” alllora non si chimavano LIKE$, mentre una tizia che s’era registrata il suo stesso giorno aveva avuto un migliaio di “segni”. Io subito, a fiuto, che non mi è mai mancato, gli dissi che costei se li faceva da sola i “mi piaci”…allora non c’era bisogno di tanti distinguo, pensavano che Noi non si fosse furbi, come ora pensano che Noi Dal Basso, si sia una massa di beoti che credono alle loro sputtanevoli fandonie !

Commenta