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Genova, 22 ago – Il moncone est del ponte Morandi è pericolante e deve essere abbattuto o messo in sicurezza al più presto. Lo rende noto la struttura commissariale per l’emergenza che ha ricevuto una relazione tecnica dalla commissione ispettiva del ministero guidata dall’architetto Roberto Ferrazza. La struttura commissariale ha scritto al ministero e concessionaria per avviare gli interventi necessari.
Intanto La procura di Genova ha acquisito gli atti di Autostrade per il crollo del ponte Morandi. Nei giorni scorsi erano già stati acquisiti gli atti riguardanti la progettazione, la realizzazione e la manutenzione dell’opera. Per il crollo, che ha provocato 43 vittime accertate e oltre 600 sfollati, si ipotizza il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, disastro colposo e omicidio colposo plurimo.
Non è stata una fatalità ma un errore umano“, ha sottolineato il procuratore Francesco Cozzi, che coordina le indagini sul caso con i pm Walter Cotugno e Massimo Terrile.
Le ipotesi di reato per adesso sono “tutte a carico di ignoti perché bisogna individuare prima le possibili cause”, ha detto il capo della procura del capoluogo ligure in un incontro con i giornalisti.
Cozzi ha dichiarato che l’autorità giudiziaria ha sequestrato le immagini, relative al ponte e al tratto interessato dal cedimento, registrate dalla webcam della società Autostrade. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza collocate sul ponte sono necessarie per verificare quanti automezzi si trovassero sul viadotto al momento del cedimento e la dinamica di quanto accaduto.
Prosegue il monitoraggio da parte di vigili del fuoco e tecnici per tenere sotto controllo i movimenti del ponte attraverso georadar e geolaser in modo da poter intervenire rapidamente nel caso si superi la soglia critica. La zona rossa già nei giorni scorsi è stata chiusa dopo che i cittadini avevano segnalato scricchiolii provenienti dalle parti più pericolanti della struttura. Una segnalazione che ha portato i tecnici e anche gli inquirenti a non escludere l’ipotesi di un abbattimento rapido e urgente di ciò che resta del ponte.
Giovedì prossimo intanto gli sfollati di via Porro hanno indetto per il pomeriggio un’assemblea che si terrà presso il campo sportivo della chiesa di San Bartolomeo della Certosa. Quello che chiedono è di tornare quanto prima a una situazione di “normalità” e di avere garanzie sulla tempistica delle consegne degli alloggi per tutte le centinaia di famiglie rimaste senza casa a causa del crollo.
Sul fronte della nazionalizzazione di Autostrade – ipotesi caldeggiata dai 5 Stelle ma che lascia freddina la Lega – l’agenzia di stampa Bloomberg ieri in serata ha lanciato il rumor che il governo starebbe studiando un intervento di Cassa depositi e prestiti per rilevare una quota di maggioranza del capitale di Autostrade, che vede attualmente l’88% in mano ad Atlantia, la finanziaria controllata dai Benetton. più fonti confermano che in Cdp si starebbe valutando un ingresso morbido in Autostrade (5-10% del capitale) con lo scopo di disporre di una sorta di Golden power, ossia un’opzione che consentirebbe al governo di intervenire nell’attività delle società che operano in settori strategici. Voci che non sono state confermate e che proprio non risultano ai tecnici del ministero dell’Economia. Tuttavia fonti vicine al premier Conte definiscono l’ipotesi Cdp “non una cattiva idea”.

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