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Primo weekend giallo ed è subito giro di vite. Controlli e sistemi anti-assembramento in tutta Italia

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 5 feb – Giro di vite in arrivo per gli italiani che vorranno approfittare del primo fine settimana in zona gialla, in quasi tutto il Paese, dopo tanto tempo. La fobia del governo centrale e delle amministrazioni locali è sempre quella: gli assembramenti. Ecco quindi che le grandi città stanno approntando piani di sicurezza per evitare che gli italiani si riversino in massa nelle strade e nelle piazze, solo perché è consentito. A Roma, come a Milano o Firenze, i controlli saranno intensificati principalmente nei luoghi della fu movida o nei centri storici.

A Roma accessi contingentati e corridoi di scorrimento nelle aree più frequentate

Nella Capitale è allarme centro storico, in particolare nella zona del Tridente. Sono stati predisposti corridoi con delimitazioni a Piazza del Popolo e sistemi per evitare gli stazionamenti. In sostanza gli accessi saranno “a soffietto” e lungo i corridoi di accesso e di uscita non sarà possibile stazionare. Controlli al Pincio anche con pattuglie a cavallo di polizia e carabinieri. L’accesso all’area del Tridente pertanto sarà contingentata. Non esclusa la possibilità di chiudere le stazioni metro di riferimento, Spagna e Flaminio, per scoraggiare l’arrivo in massa dei cittadini. Via del Corso, la strada dello shopping, sarà invece divisa in settori. Sempre nell’ottica anti-assembramento.

Il prefetto di Roma: “Bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione”

Il dispositivo di sicurezza, predisposto oggi in seguito alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, riprende quello attuato a dicembre, in occasione dello shopping natalizio, ma con maggiore attenzione alle aree in cui si sono registrati affollamenti lo scorso fine settimana. I controlli – intensificati anche alla luce delle critiche del Cts – non si limiteranno solo al centro storico, ma verranno estesi anche a tutte le zone più frequentate dai romani. Da Trastevere all’Eur, da San Lorenzo a Ponte Milvio, dal Pigneto alla zona universitaria di piazza Bologna. Nel mirino anche il lungomare di Ostia. “Il sistema di controllo del territorio finora ha tenuto grazie al senso di responsabilità dimostrato dai romani – riconosce il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi -. Bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione“.

A Milano nel mirino anti-assembramento la zona dei Navigli

Controlli e sistemi anti-assembramento anche a Milano, dove lo scorso fine settimana si sono registrate folle in particolare nella zona dei Navigli. Sotto la lente delle forze dell’ordine finiscono anche le zone di corso Como e corso Garibaldi. In particolare per verificare il rispetto dell’orario di chiusura dei locali, la presenza dei clienti in rapporto alla capienza, l’uso corretto di mascherine e il rispetto del distanziamento.

Firenze, ordinanza di Nardella: divieto di stazionamento, si può solo passeggiare

A Firenze, invece, il sindaco Dario Nardella ha firmato un’ordinanza che di fatto permette solo di passeggiare, vietando lo stazionamento nelle aree a maggior rischio di affollamento. L’area interessata dal provvedimento, concordato con la prefettura, è compresa nel perimetro delimitato da piazza Beccaria (esclusa), Borgo La Croce, piazza Sant’Ambrogio, via Pietrapiana, via Giuseppe Verdi, via dell’Agnolo, viale della Giovine Italia (escluso). Predisposta anche la limitazione dell’accesso nelle vie, piazze ed altri spazi pubblici. Le violazioni costeranno care a chi oserà stazionare, che rischia una multa che va dai 400 ai 1.000 euro. “Ora dobbiamo fare i conti con i fatti – dice il sindaco Nardella -: niente è ancora perduto, possiamo evitare di passare in fascia superiore di restrizione, se ognuno fa per davvero la sua parte e se limitiamo ulteriormente le occasioni di contatto in ogni situazione, di lavoro, familiare e di divertimento”.

Ma così non si rischiano assembramenti ai varchi d’accesso?

In sostanza, come si legge anche sul sito del Viminale, gli ingressi nelle zone a rischio assembramento saranno contingentati e controllati. Il rischio ovviamente è che i tanto temuti assembramenti si verifichino proprio per accedere alle zone nel mirino delle forze dell’ordine.

Adolfo Spezzaferro

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