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Roma, 5 feb – Bce, Gruppo dei Trenta, Financial Stability Board e via di organizzazioni, istituti e posti chiave ricoperti in settori economico-finanziari di primissimo livello. Mario Draghi, agli occhi dei più complottisti, continua ad apparire come espressione dei potentati globalisti. C’è pure chi si è spinto oltre e l’ha accusato neanche troppo velatamente di essere un massone che risponde dunque a fratellanze iniziatiche lobbistiche. E’ il caso di Alessandro Di Battista e del suo “apostolo delle elite” riferito appunto a Draghi. Ma le cose stanno davvero così? Può darsi, alcuni di questi legami sono d’altronde chiari, altri molto meno. Eppure paradossalmente tutto questo rischia di farci sfociare in paranoie piuttosto stucchevoli e infine di condurci in vicoli ciechi. Articoli, analisi e indagini al riguardo – spesso tutt’altro che rigorosi – si sprecheranno.

Mario Draghi e i gesuiti

C’è invece un rapporto che pochi considerano e anche chi lo fa non gli dà il giusto peso: quello tra Mario Draghi e il Vaticano di Papa Francesco. Il premier incaricato ha un fortissimo legame in particolare con i gesuiti, iniziato ai tempi del Liceo Massimiliano Massimo all’Eur, a Roma, e mai interrotto. Draghi ha sempre mantenuto relazioni con la Compagnia del Gesù, la quale adesso lo sostiene senza indugio. In un Paese come l’Italia “lacerato dallo smarrimento e dalla paura” Mario Draghi “è una speranza certificata dalle sue competenze e dalla sua storia di vita”, ha detto due giorni fa padre Francesco Occhetta, della redazione di Civiltà Cattolica.

Padre Occhetta non è una voce qualunque nel mondo della Chiesa, è tra le altre cose fondatore della scuola di politica “Comunità di connessioni” e direttore didattico dei Corsi in Dottrina sociale della Chiesa della Fondazione vaticana Centesimus annus pro Pontifice.
E su Draghi punta molto. “Per i Gesuiti – spiega – è un orgoglio averlo avuto come studente e riconoscerlo attento alla nostra tradizione che coniuga giustizia sociale e competenze”. L’appoggio gesuita a Draghi viene poi rimarcato da un altro importante rappresentante della Compagnia del Gesù, padre GianPaolo Salvini, amico di lunga data dell’ex presidente della Bce: “Se accetta, pregherò molto perché il Cielo gliela mandi buona”, ha detto Salvini ad Askanews.

Quando Papa Francesco scelse Draghi

Ma non è tutto, perché pure il massimo esponente dei gesuiti non può che tifare per Mario Draghi. Papa Francesco, con una certa lungimiranza, il 10 luglio 2020 nominò l’attuale primo ministro incaricato membro ordinario della Pontifica Accademia delle Scienze Sociali. Lo scelse insieme ad altri due docenti universitari: il sociologo Pedro Morandè Court e la professoressa Kokunre Adetokunbo Agbontaen Eghafona. Un incarico decisamente prestigioso, deciso sette mesi prima della scelta del presidente della Repubblica italiana.

Eugenio Palazzini

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