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Roma, 29 lug – La famigerata foto del ragazzo bendato ha ormai fatto il giro del mondo, tanto che i media statunitensi le stanno dando gran risalto. Per evitare ogni incidente diplomatico con gli Stati Uniti, il premier Giuseppe Conte ha prontamente condannato l’accaduto: «Riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati». E ora arrivano anche le dichiarazioni del procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, che fanno luce sull’interrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth, il ragazzo bendato e ammanettato. «Ho analizzato ogni fase degli interrogatori avvenuti venerdì scorso e posso escludere che ci sia stata alcuna forma di costrizione», ha assicurato Salvi in un’intervista al Corriere della Sera.

Salvi: «Tutto regolare»

Secondo il procuratore generale di Roma, quindi, «l’inchiesta è regolare». Come spiega Salvi, infatti, «all’interrogatorio c’erano i difensori e gli indagati sono arrivati senza bende o manette. I due non hanno detto nulla e i magistrati hanno registrato ogni fase e compilato il verbale». Peraltro, «prima dell’inizio, a entrambi gli indagati sono stati letti i diritti, se ci fosse stato qualcosa di cui lamentarsi quella era la sede opportuna».

Aperta inchiesta sulla foto

Per quanto riguarda la foto, Salvi assicura che verranno presi provvedimenti: «Abbiamo avviato un’inchiesta immediata per verificare ogni passaggio, a partire da chi ha deciso di mettere la benda, per finire con chi ha scattato la fotografia. Identificheremo tutti i carabinieri presenti in quella stanza e ogni eventuale violazione delle regole sarà perseguita». Di cosa si parla di preciso? «Dal punto di vista penale c’è l’abuso dei mezzi di costrizione e si dovrà verificare l’eventuale violenza privata. Noi ci stiamo concentrando sui motivi che hanno portato a quella scelta, ma non solo». In sostanza, prosegue Salvi, «identificheremo tutti i carabinieri presenti in quella stanza per valutare il comportamento di ognuno. C’è chi ha deciso di bendare l’indagato, ma c’è anche chi non ha fatto nulla per impedirlo. E chi non ha poi denunciato l’accaduto. Ogni eventuale violazione delle regole sarà perseguita».

Chiarimenti agli Usa su ragazzo bendato

Gli agenti che hanno scattato la foto, o che non hanno denunciato l’accaduto, rischiano pertanto «una sanzione per omessa vigilanza e per omessa denuncia. I nostri accertamenti proseguono in parallelo con quelli della Procura. Dobbiamo scoprire chi ha scattato la foto. Ma soprattutto chi ha deciso di diffondere quell’immagine attraverso canali non ufficiali». Infine, Salvi spiega che cosa ha intenzione di fare qualora il governo Usa chiedesse spiegazioni sul trattamento riservato al ragazzo bendato: «So che negli Stati Uniti questa vicenda è già diventata un caso e noi siamo pronti a fornire ogni chiarimento necessario».

Vittoria Fiore

3 Commenti

  1. Stando a quanto ci si tacconta, quello non è “un ragazzo”, bensì un assassino violento che ha confessato le proprie azioni. Nell’attesa, ben inteso, che la magistratura si pronunci. La magistratura… il diritto… quelli sono “uguali per tutti”?

  2. Invece di giustificarsi nei confronti degli americani si dovrebbe attendere le loro scuse,visto che sono sempre pronti a dare lezioni al mondo intero. In America, i due, sarebbero già stati sotterrati

  3. Questa foto rappresenta la fase numero uno per la liberazione dei poveri ragazzi americani naturalmente innocenti come amanda knox.Adesso si inizia ad imbastire .

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