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Roma, 3 apr – Tra le poche certezze che si possono avere in tempi di globalizzazione selvaggia e mutamenti sociali frenetici, ce n’è in particolare una: le élite mondialiste, dopo Brexit, elezione di Trump e prepotente ascesa dei partiti populisti europei, non hanno ancora imparato la lezione. O meglio: le cause della loro crisi ogni tanto vengono individuate, ma le soluzioni proposte sono sempre le stesse. Una zavorra ideologica non indifferente, perché già alle elementari impariamo che, se un esperimento fallisce, molto difficilmente, se ripetuto, produrrà gli esiti sperati. Ebbene, questo è proprio quello che sta accadendo alle élite progressiste sul tema dell’immigrazione. Leggere per credere un articolo odierno di Repubblica dall’eloquente titolo Come curare l’ansia demografica. Lo scritto è firmato da Giancarlo Bosetti, ex caporedattore dell’Unità e fondatore, assieme a Bobbio e Foa, della rivista di cultura politica Reset.
Bosetti tenta di analizzare i motivi che hanno sospinto il «trend populista» e hanno sancito la crisi anche elettorale dei partiti di sinistra. Il giornalista, per cominciare, annuncia ai lettori di Repubblica la scoperta dell’acqua calda: «I leader liberal non hanno saputo farsi partecipi dell’ansia di milioni di persone per gli sconvolgimenti in corso: guerre, disoccupazione, rifugiati, migrazioni, non hanno saputo indossare un “noi”, in cui molti si potessero riconoscere, perché sono affetti da automatismi, in base ai quali sembra che per loro siano rilevanti esclusivamente i diritti delle minoranze – che sono davvero sempre un test fondamentale di libertà –, e che impediscono loro anche solo di parlare dei “diritti della maggioranza”. Eccolo il concetto tabù, per gli avversari del trend ora in auge. In tempi tranquilli “le maggioranze fanno da sé” e possono essere, anzi, pericolose per chi non ne fa parte». Insomma, Bosetti ci sta dicendo che la narrazione di sinistra non funziona, perché proviene da un’élite minoritaria, ottusa («affetta da automatismi») e insensibile ai problemi del popolo, il che le impedisce di assumere una prospettiva comunitaria (il «noi»).
Bosetti, inoltre, istruisce i lettori di Repubblica facendo notare che, tra le ansie che produce l’immigrazione di massa, c’è anche quella «demografica»: l’invecchiamento e la sterilità dei popoli europei, a fronte di minoranze etniche giovani e prolifiche, preoccupano i cittadini autoctoni, i quali fanno fatica a convincersi che la propria estinzione sia una bella prospettiva. Bosetti asserisce addirittura che quest’ansia è comprensibile. Che sia giustificata non è dato saperlo, ma almeno è comprensibile, visto che l’invecchiamento della popolazione e la «vicinanza con la polveriera africana» sono dati reali. Come comportarsi, dunque? Ma è ovvio: «La legislazione sulla cittadinanza, una prova che l’Italia ha ripetutamente fallito, e il governo dell’immigrazione sono passaggi che possono ridefinire l’identità costituzionale di un popolo e un test formidabile per la ricostruzione di uno scenario politico democratico». Insomma, l’«ansia demografica» va curata con un suicidio etnico attraverso l’approvazione dello ius soli. E poi si lamentano che i populisti fanno furore e che nessuno legge più i quotidiani mainstream. Tipo Repubblica, tanto per dirne uno.
Valerio Benedetti

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4 Commenti

  1. L’ansia demografica? I repubblichini vadano in Africa a curarla. Si levassero dalle palle tutte queste sanguisughe di comunisti l’Italia diventerebbe il miglior Paese del mondo. Canaglie rosse.

  2. Come è possibile che venga lasciato spazio a questo imbecille che inneggia al nostro suicidio etnico.Purtroppo di imbecilli come questo individuo ce sono parecchi . A questi non sfiora la mente che una popolazione di 60.000.000 è eccessiva per il nostro paese e che ciò comporta squilibri spaventosi e distruzione della natura : cementificazione ,deforestazione,inquinamento di terra,acque e aria…eccetera .Come viviamo dovremmo essere al massimo 30.000.000…In una scialuppa non ci possono salire più di tante persone, altrimenti affonda e muoiono tutti .E’ il destino che ci attende se non cambiamo strategia e mentalità…Quindi va benissimo che gradualmente si diminuisca,…cosa che si dovrebbe fare in tutto il mondo per la sopravvivenza del genere umano ,e non solo…

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