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Roma, 14 ott – Walter Ricciardi torna alla carica con l’allarmismo che fa gioco al governo giallofucsia. “Qualche giorno fa ho stimato che se non si fossero prese misure, come quelle che stiamo prendendo adesso, si sarebbe potuto arrivare a novembre a 16mila casi (al giorno, ndr). In realtà il ritmo di crescita è talmente forte che potremmo arrivarci anche prima. Per cui è necessario rispettare le vecchie regole e introdurre queste nuove”. Parola del consulente scientifico del ministero della Salute, ai microfoni del programma TgTg su Tv2000, commentando l’andamento dei contagi in Italia da Covid-19 di questi ultimi giorni.

Un catastrofista di professione

Ricciardi è da sempre uno dei più catastrofisti sul fronte della pandemia (anche adesso che il numero dei sintomatici e dei ricoverati non desta allarme). Prima di fare questa drammatica previsione sul canale tv della Cei, l’ex attore – che nel pieno dell’emergenza si è spacciato per esponente dell’Oms e proprio dall’agenzia della salute Onu è stato scaricato – in questi ultimi mesi si è prodotto in terribili profezie del tenore: “Se continuiamo così, riapertura delle scuole a rischio”, “Con questi contagi, elezioni a rischio” (erano le regionali), “Se gli italiani continuano a comportarsi così, entro 2 settimane richiudiamo tutto”. Insomma, un catastrofista di professione (di quelli che preoccuperebbero non poco i superstiziosi). Da ultimo poi il consulente di Speranza si è detto contrario alla riduzione della quarantena (poi fortunatamente abbassata a 10 giorni). Insomma, il messaggio che deve passare – secondo lui (o secondo il governo?) – è che la situazione resta sempre e comunque di alto rischio, pericolosa.

Terapie intensive vuote? E allora l'”espertone” si preoccupa per quelle “sub-intensive”

In tal senso fa davvero specie che pochi giorni fa Ricciardi abbia dichiarato: “Le strutture Covid in questo momento in Campania e nel Lazio sono quasi piene. Mi preoccupano non tanto le terapie intensive di cui si parla (semideserte, ndr), ma le sub-intensive dove ci sono pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo. E i posti si stanno già saturando adesso figuriamoci quando arriverà l’influenza”, è la profezia catastrofica (per di più volutamente fumosa e non supportata da dati scientifici). “Non siamo al collasso, ma in una situazione di grandissima pressione”, aveva detto. Insomma, se fosse per Ricciardi, dovremmo tornare subito al lockdown, senza dover aspettare Natale, come propone l’altro allarmista Crisanti.

Adolfo Spezzaferro

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