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Roma, 11 dic – C’era una volta il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) che oggi sarebbe stato utilissimo per la gestione della pandemia. Ma purtroppo è stato chiuso nel 2015. Indovinate da chi? Da Walter Ricciardi. L’attuale consulente del ministro della Salute, che a ogni piè sospinto lancia allarmi catastrofistici sul coronavirus, ci ha messo tutti nei guai quando era presidente dell’Istituto superiore di sanità. Il Cnesps infatti era e sarebbe stato “fondamentale per il coordinamento tra le regioni, aspetto che ora viene segnalato come critico in questa pandemia”.



Ricciardi nel 2015 ha chiuso il centro

Ricciardi nel 2015 “decise di depotenziarlo disperdendone competenze tra le varie strutture dell’Istituto”. Lo spiega all’Agi un epidemiologo che lavorava in quel centro e che preferisce mantenere l’anonimato. Questi i fatti. L’Iss nel 2013 venne commissariato dal ministro Beatrice Lorenzin sulla base di un parere della Corte dei conti sul bilancio. Con tanto di azzeramento dei vertici dell’Istituto, ossia presidente e Cda. Il commissario (poi presidente) era proprio Ricciardi. Peraltro, a seguito del ricorso di due consiglieri di amministrazione, il Consiglio di Stato nel 2016 sentenziò che non esistevano presupposti per il commissariamento. Ma il danno ormai era fatto.

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I danni causati dalla chiusura del Cnesps

“Nel frattempo l’allora presidente Ricciardi – spiega la fonte – diede corso ad una ristrutturazione in cui la massa critica di competenze di epidemiologia del Cnesps fu divisa tra i vari dipartimenti tematici. Gran parte dell’attività del Centro era dedicata al supporto delle attività di sanità pubblica e alla collaborazione tecnico-scientifica con le regioni. Eliminando la competenza primaria dell’epidemiologia la struttura cambiò nome e funzioni, con una dotazione dei personale di meno della metà“. Il medico precisa che “ovviamente il Centro epidemiologico non avrebbe fermato la pandemia ma avrebbe migliorato la gestione dando un tavolo comune alle regioni per confrontarsi. Ora ci si lamenta da più parti di una gestione frammentata e di una pessima prova di coordinamento tra le regioni”.

Ricciardi contattato sulla chiusura del centro preferisce non rispondere

Ricciardi, dal canto suo, contattato dall’Agi per capire perché decise di depotenziare il centro, preferisce non rispondere. L’ex attore in questi giorni sta facendo terrorismo psicologico agitando lo spauracchio della famigerata terza ondata. A sentire lui, gli italiani a Natale se ne devono stare tutti tappati in casa senza festeggiamenti scriteriati. In ogni caso il medico non ha dubbi: “dicembre e gennaio saranno terribili” sul fronte dei contagi.

“Invece di puntare su prevenzione, centro smembrato sulla logica del risparmio”

Il centro chiuso da Ricciardi vantava un sistema di “sorveglianza epidemiologica che sarebbe servito ad organizzare un’azione coordinata durante una pandemia – fa presente Consuelo Locati, legale del Comitato Noi Denunceremo -. E’ stato smembrato sulla logica del risparmio. Quando tutto il mondo sa che la logica della governance sanitaria punta sulla prevenzione proprio perché sui sistemi sanitari impatta finanziariamente molto meno delle cure. Fa pensare che chi ha deciso di smembrare quest’istituto ora sia tra coloro che sono deputati a mettere le pezze sui danni protratti della pandemia”. Ricciardi, appunto.

Il ruolo del Gruppo “Epico” nel Cnesps

In effetti all’interno del Cnesps si era costituito il Gruppo “Epico”. Una struttura che, come spiega il professor Pierfrancesco Belli, nel novembre 2006 aveva creato un modello matematico-organizzativo che doveva servire a verificare gli scenari di diffusione e di relativo controllo delle fasi del contagio. Ecco. Utile quindi per verificare quanto si può controllare il contagio nel territorio dando anche indicazioni alla gestione area per area, spiega il presidente della Commissione rischi ed etica sanitaria di Incer Institute e membro del Comitato di indirizzo e controllo dell’agenzia regionale di Sanità Toscana. Indicazioni di fondamentale importanza per capire – tanto per fare un esempio – se mancano posti letto in terapia intensiva o dispositivi di protezione individuale. Tutti dati che oggi fatichiamo ad avere anche e soprattutto a causa dei tagli decisi da Ricciardi.

Adolfo Spezzaferro

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