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Rolling Stone chiude i battenti. Resterà solo online

by La Redazione
8 comments

Roma, 12 gen – Il mensile cartaceo di Rolling Stone non uscirà più in edicola. L’editore della nota rivista di musica e cultura pop, Luciano Bernardini de Pace, ha quindi cercato di indorare la pillola: «Rolling Stone non chiude ma si evolve per seguire dove va il mondo», ha dichiarato a Prima Comunicazione. In pratica, il brand americano, approdato in Italia nel 2003, rimarrà esclusivamente online: «Il mercato pubblicitario oggi chiede il digitale ed è un’opportunità che secondo me va presa senza esitazioni».

La versione online è diretta attualmente da Alessandro Giberti, che dovrebbe rimanere al comando di una redazione potenziata. Ancora oscuro è invece il destino del direttore del cartaceo, Massimo Coppola, che aveva tentato di risollevarne le vendite. A quanto pare, però, Coppola non ha avuto successo. «In edicola – spiega l’editore – vendeva tra le 17mila e le 20mila copie, c’erano 3mila abbonamenti, all’Alitalia davo 8mila copie da distribuire in business class e 2mila per le lounge». Questi dati però non sono verificabili, dato che Rolling Stone, evidentemente in difficoltà, non compare neanche in Ads (Accertamenti diffusione stampa).

Sotto la direzione di Massimo Coppola, Rolling Stone si era distinto per una dura campagna anti-Salvini, con il chiaro intento di rilanciare un mensile in declino. Tuttavia l’appello si rivelò un flop completo, incassando peraltro le accuse di Selvaggia Lucarelli che – da ex direttrice dell’online – aveva denunciato le «condizioni umilianti» in cui si trovavano a lavorare i dipendenti. Ma la figuraccia peggiore Rolling Stone la fece inserendo nell’appello anti-Salvini le firme di personaggi che avevano chiaramente espresso la loro volontà di non sottoscrivere il documento. Tra questi figuravano i nomi di Enrico Mentana e Linus.   

Vittoria Fiore

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8 comments

Giorgio 12 Gennaio 2019 - 12:06

nessuno sentirà la sua mancanza

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Piero 12 Gennaio 2019 - 12:38

La quinta colonna del pensiero unico, propinato artatamente sotto forma di giornalismo musicale e di costume. L’ edizione digitale non potrà più servire manco come carta igienica (unica utilità che questo straccio di fogliaccio potesse avere).

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altravox 12 Gennaio 2019 - 1:48

fatemi capire…
questi qua farebbero i compagni 2.0 (una volta si chiamavano “pelosi”) e distribuivano il loro mensile in BUSINESS CLASS ALITALIA ?

prossimo scalo Capalbio.

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Eva 12 Gennaio 2019 - 9:37

Per me può chiudere anche online.

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Raffo 12 Gennaio 2019 - 10:06

Quanto ci dispiace………. Quante lacrime…….. Auguroni.

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“La Rai nazista intervista Dugin”. Ma era l’Annunziata. Epic Fail di Rolling Stone - AllNews24 27 Febbraio 2019 - 7:17

[…] 27 feb – Adesso capiamo perché Rolling Stone non vendeva più una copia e la versione cartacea ha chiuso i battenti. O meglio, già sapevamo il perché. Ma le macerie di quella che un tempo era una “rock […]

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"La Rai nazista intervista Dugin". Ma era l'Annunziata. Epic Fail di Rolling Stone | NUTesla | The Informant 28 Febbraio 2019 - 7:05

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"La Rai nazista intervista Dugin". Ma era l'Annunziata. Epic Fail di Rolling Stone 31 Gennaio 2020 - 3:06

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