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Porto Cervo, 5 lug – È luglio e fa caldo. In roulotte poi. Molto meglio una bella villa in Sardegna, magari in Costa Smeralda, dove la brezza marina soffia e regala momenti di piacevole relax dalla canicola estiva. Se il tutto è gratis meglio ancora. Il ragionamento non fa una piega e probabilmente è lo stesso che ha fatto una famiglia di etnia rom – padre, madre e due figli – che ha occupato “Villa delle Grazie” a Porto Cervo, dove Roberto Formigoni solitamente trascorreva le vacanze ai tempi del suo essere il Celeste, all’apice del suo potere.

La villa, di proprietà di Alberto Perego, era in attesa di essere occupata dai legittimi ospiti. I rom, pur occupando, sono stati garbati e non hanno rotto nulla. Le 13 stanze, con otto bagni, cucina, verande, salone e ampio solarium attorno alla piscina, sono state lasciate come erano state trovate quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’immobile dopo la segnalazione della domestica che si è accorta dei nuovi inquilini.

Villa le Grazie era diventata famosa non solo per via del luogo in cui sorge, sulle colline da cui si domina l’incantevole spiaggia del Pevero e la baia di Cala Volpe, ma perché da tempo è al centro della vicenda giudiziaria legata all’ex Governatore della Lombardia.

Stando alla ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, la famiglia, di origini slave ma residente ad Osidda (Nuoro), è entrata dall’ingresso principale dell’edificio, senza forzare alcuna serratura e superando i sistemi di sicurezza. Dopo la prima notte di vacanza a sbafo, quando i carabinieri hanno scoperto i rom, il padre si è giustificato dicendo che quelle erano le loro vacanze e che anche i suoi figli avevano diritto ad andare al mare. Gli adulti della famiglia sono stati solo denunciati per occupazione abusiva di proprietà privata, prima di essere intimato loro di lasciare la villa.

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