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Milano, 5 lug – E’ ormai scontro aperto tra CasaPound e il sindaco di Milano Beppe Sala. Dopo il blitz a Palazzo Marino  di venerdì scorso e la richiesta di dimissioni richiesta a gran voce nell’aula consiliare, questa mattina il capoluogo meneghino si è risvegliato tappezzato dagli striscioni di CasaPound con la scritta “Sala falsario, dimettiti!“. Un’azione destinata a suscitare ulteriori polemiche, dopo quelle seguite all’irruzione nella sede del Comune con la condanna unanime di Anpi e di buona parte della sinistra milanese.

La risposta di Beppe Sala, che già dopo la contestazione di venerdì scorso aveva condannato l’azione e annunciato una stretta sui controlli all’ingresso della sede del Comune, non si è fatta attendere, rilanciando sul suo profilo Twitter la foto di uno degli striscioni affissi da CasaPound questa notte proprio sotto Palazzo Marino: “Fare il Sindaco di Milano è complesso. Cose come queste, però, ti danno ancora più forza per andare avanti”. Un’ulteriore dimostrazione di come Sala tenti di far leva sull’antifascismo per tenersi buona la parte della sua maggioranza più legata all’estrema sinistra e ai centri sociali milanesi, con cui già collabora ampiamente nella gestione del business dell’immigrazione.

Sala deve dimettersi. È inaccettabile che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza”, spiega Massimo Trefiletti, responsabile milanese di CasaPound.

Parole alle quali si aggiungono quelle di Angela De Rosa, anche lei portavoce del movimento della tartaruga nel capoluogo lombardo, che attacca l’Amministrazione sull’annunciato giro di vite in materia di sicurezza nella sede comunale: “Il sindaco si è preoccupato solo di “blindare” il Palazzo. È comprensibile: è normale che chi favorisce il business dell’immigrazione e non garantisce diritti ai milanesi si senta sotto assedio da parte dei cittadini e degli italiani che non si arrendono”. 

 

Davide Romano

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