Il Primato Nazionale mensile in edicola

romrameVicenza, 14 dic – Lo scorso 15 novembre, durante un controllo dei carabinieri di Vicenza e della polizia locale nell’accampamento dei nomadi di Torri di Quartesolo, in via Longare, erano stati sequestrati 5 quintali di rame, insieme ad acciaio, ferro, e attrezzi vari. La perquisizione faceva seguito a un’indagine che aveva preso le mosse da un episodio denunciato dai proprietari della multisala “The space” alle Piramidi.

Il rom G.H. era finito sotto inchiesta per tentata estorsione, danneggiamento e furto dopo che il 24 ottobre, in seguito a vessazioni e minacce che duravano da tempo, i proprietari avevano  denunciato che il giovane zingaro, dopo essersi fatto regalare biglietti del cinema e bibite per “starsene buono” aveva chiesto anche di poter avere – ovviamente a titolo gratuito – i pannelli di sala e i proiettori che la multisala stava sostituendo. In caso di contrario, ci sarebbero potuti essere atti di rappresaglia, come il danneggiamento di auto di dipendenti. Gli imprenditori, stanchi di essere ricattati, avevano denunciato il fatto. E in seguito all’indagine era scattata la perquisizione e il sequestro dell’ingente quantità di quello che  pareva essere il frutto di un’attività illecita, tanto da far scattare la denuncia per concorso in ricettazione a carico di Muhamed Halilovic, 45 anni, Sabato Halilovic, di 27, e Nadia Ahmetovic, 20 anni, tutti domiciliati nel campo Rom.

Il tribunale del riesame però, su richiesta dell’avvocato dei Rom, ha preso una singolare decisione: non essendo possibile provare la provenienza illecita del rame, esso va immediatamente restituito ai “legittimi” proprietari, gli zingari del campo. Insomma, a patto che tu non sia italiano, puoi contare sul più ampio garantismo da parte delle istituzioni.

Cristiano Coccanari

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta