Palermo, 20 giu – Non si fermano gli sbarchi sulle coste italiane. I più colpiti, in questi giorni, sono i porti siciliani e calabresi dove, tra Palermo e Raggio Calabria, sono arrivate 2mila persone. E questa mattina una barca a vela con a bordo 30 persone stata fermata da una motovedetta della Guardia di Finanza nei pressi dell’isola delle Correnti a Portopalo di Capopassero, Siracusa. L’equipaggio era formato da due russi. La nave attraccherà in mattinata nel porto di Augusta dove saranno avviati i controlli e le operazioni di sbarco.

Nella serata di ieri a Salerno sono sbarcati 526 immigrati, che erano a bordo della nave militare spagnola Canarias. 454 uomini e 53 donne, una delle quali incinta. E poi 19 minori: uno di loro non accompagnato, 16 di età inferiore ai 9 anni, e 3 tra i 9 e i 15 anni. Le principali nazionalità di provenienza sono: Ghana, Sudan, Senegal, Guinea, Gambia, Mali, Nigeria, Togo.


Quella a cui si sta assistendo è una raffica di sbarchi che sta mettendo in ginocchio la macchina dell’accoglienza. I funzionari della Prefettura ed il personale dell’Ufficio immigrazione della Questura di Vibo Valentia sono stremati dopo aver lavorato per quasi una settimana allo smaltimento dei 1251 profughi arrivati a bordo della nave “Diciotti”. E così a Vibo Marina si è deciso di bloccare l’arrivo delle navi di Guardia Costiera e ong fino al prossimo weekend.

Intanto nel Mediterraneo nel fine settimana si è verificato un altro naufragio: 126 i morti in un barcone affondato al largo della Libia. A raccontare del naufragio sono stati due sopravvissuti sudanesi, sbarcati a Palermo dalla nave Diciotti della Guardia Costiera. Insieme a due nigeriani sono gli unici a essere sopravvissuti al naufragio del gommone che era partito lo scorso giovedì dalle coste libiche. Dopo qualche ora di navigazione il barcone è stato raggiunto da trafficanti libici che hanno rubato il motore.

Anna Pedri

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