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Scuole riaperte in Danimarca. E’ il primo Paese Ue dall’inizio dell’epidemia

by Adolfo Spezzaferro
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Copenaghen, 15 apr – La Danimarca oggi ha riaperto le scuole. E’ il primo Paese Ue a far tornare gli alunni in classe da quando è scoppiata la pandemia di coronavirus. Dopo un mese di chiusura il Paese scandinavo ha riaperto asili nido, scuole materne ed elementari. Restano chiuse le scuole medie e i licei che riapriranno il 10 maggio, a eccezione degli ultimi due anni di corso. Le lezioni sono ricominciate solo nella metà dei comuni danesi e nel 35% degli istituti di Copenaghen, mentre gli altri hanno chiesto più tempo per adeguarsi alle misure in vigore. Tutte le scuole primarie saranno comunque aperte entro il 20 aprile. Il rientro in classe è all’insegna delle misure di sicurezza per evitare i contagi: distanza di due metri tra i banchi, ricreazione e uscita a piccoli gruppi.

Le misure di sicurezza

Ci sono stati genitori che hanno preferito non rimandare i figli a scuola, perché ancora preoccupati dall’epidemia. Il governo danese dal canto suo ha voluto riaprire le scuole perché tanti genitori devono tornare al lavoro e non tutti hanno la possibilità di far accudire i loro figli. Le stringenti misure di sicurezza, 4-6 metri quadri per ogni bambino per l’asilo nido e scuola materna, sono un problema per alcuni istituti, che non potranno riaccettare subito tutti gli iscritti. In ogni caso sono a disposizione dell’istruzione anche altri spazi, come impianti sportivi e museali, al fine di garantire i due metri di distanza tra bambino e bambino.

Le norme igienico-sanitarie

Molto impegnative – soprattutto per i più piccoli – le norme igienico-sanitarie. Gli alunni dovranno lavarsi le mani ogni due ore e comunque sempre dopo aver tossito o starnutito, e ovviamente prima e dopo i pasti. Il cibo non può essere condiviso. Tutti gli ambienti, compresi i giocattoli per i più piccoli, saranno puliti due volte al giorno, le superfici come rubinetti, sciacquoni, tavoli e banchi, maniglie delle porte, corrimano, interruttori della luce saranno regolarmente disinfettate. Le riunioni di insegnanti e personale non si terranno nelle aule ma solo all’esterno o tramite telefono o videochiamata. Anche sugli scuolabus ci si dovrà sedere a due metri di distanza, e per questo saranno messi a disposizione più autobus per il servizio. Certo, la Danimarca è un Paese piccolo, colpito in misura minore dal coronavirus – 6mila contagi e 309 decessi su 5,6 milioni di abitanti – ma quello che può essere un suggerimento utile anche per Paesi più grandi, come l’Italia, è la volontà di riaprire le scuole, mettendo l’istruzione al primo posto rispetto all’impegno economico e logistico che comporta una decisione del genere. E visto che riaprono i luoghi di lavoro, riaprendo le scuole per i più piccoli non si mettono in difficoltà i genitori.

In Europa la tendenza è diversa da quella italiana

Al di là del caso della Danimarca, quasi per niente paragonabile all’Italia (dove di riapertura neanche se ne parla, visto che gli esperti, gli scienziati, i medici – insomma tutti quelli a cui il governo Conte ha delegato il potere decisionale – affermano che sarebbe troppo rischioso, almeno fino a settembre), in Europa ci sono altri Paesi che si stanno preparando a far tornare gli alunni in classe. In Norvegia (che ha una situazione simile alla Danimarca sia per l’entità dell’epidemia che per popolazione) il 20 aprile ripartiranno le scuole dell’infanzia, a seguire le altre.

Germania: si torna sui banchi il 4 maggio

In Germania (dove i numeri sono decisamente altri: 83 milioni di abitanti, 132mila contagiati, 3.500 vittime), secondo una bozza di decreto anticipata da vari media tra cui lo Spiegel, a partire dal 4 maggio potranno rientrare in classe gli studenti degli ultimi anni di scuola secondaria e i ragazzi dell’ultimo anno delle elementari.

Francia: le scuole riapriranno a partire dall’11 maggio

In Francia, a partire dall’11 maggio riapriranno progressivamente asili, scuole, collegi e licei. A spiegare la decisione di far tornare gli studenti in aula è il presidente Macron: “Riaprire è una priorità perché l’attuale situazione aumenta le ineguaglianze. Troppi bambini, soprattutto nei quartieri popolari e in campagna, sono privati della scuola senza avere accesso al digitale e non possono essere aiutati allo stesso modo dai genitori”. In proposito, il nostro ministero dell’Istruzione ha parlato di 93% degli studenti raggiunti dalla didattica a distanza (numeri in verità inspiegabili se prendiamo gli ultimi dati Istat secondo cui, soprattutto al sud, ci sono moltissime famiglie senza pc o tablet in casa).

In Spagna le scuole dovrebbero riaprire a maggio

Anche la Spagna, colpita duramente dell’epidemia (177mila contagi, 18.500 vittime), sta lavorando al piano di riapertura: differenziato nelle varie zone del Paese, a seconda della maggiore o minore diffusione del contagio. Il rientro, dunque, sarà scaglionato e partirà i primi di maggio. Per Madrid e Barcellona forse bisognerà aspettare giugno, ma anche lì le scuole riapriranno.

E in Italia? Da noi si sa solo che se le scuole continueranno a restare chiuse fino al 18 maggio, non riapriranno proprio. Perché a quel punto non ne varrebbe la pena: sarebbe a ridosso delle vacanze estive. Un tema molto caro al ministero dell’Istruzione (e ai sindacati del settore), visto che non si è rinunciato neanche a quelle di Pasqua, in pieno confinamento a casa.

Adolfo Spezzaferro

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