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Roma, 15 apr – Il presentimento è dei peggiori: la sinistra e il Pd potrebbero sfruttare la tragedia che sta colpendo l’Italia e l’Europa, per chiedere la naturalizzazione, legalizzazione e dare la cittadinanza a tutti gli immigrati – anche clandestini – presenti sul suolo europeo, e in particolare su quello italiano.



Un nuovo crollo demografico all’orizzonte

Il ragionamento è questo: sono morti molti italiani e la popolazione è calata per colpa del Covid-19, così come è calata la forza lavoro. C’è poi il rischio di un ulteriore crollo delle nascite dovuto alla paura del futuro connessa alla crisi economica. E così per far fronte a questa crisi, per la sinistra sarà necessario naturalizzare e dare la cittadinanza a forze fresche straniere, in modo da tenere in pari il bilancio o addirittura in attivo tra i morti e la popolazione.

Per gli autorazzisti sarà una ulteriore possibilità di spingere in direzione di una sostituzione etnica degli italiani con immigrati africani e asiatici. L’obiettivo di giungere ad una “Grande sostituzione” non è nemmeno troppo sottaciuto. Per la sinistra l’obiettivo potrebbe essere quello di costituire un “esercito elettorale di riserva” e offrire al grande capitale (da decenni alleato di Bonino e co) nuove braccia a basso costo lavorativo, senza necessità di far ricorso – per il grande imprenditore – a procedure burocratiche negli uffici dell’immigrazione delle Prefetture per regolarizzare la posizione degli immigrati, o addirittura rischiare multe e processi per eventuali assunzione di clandestini in nero.

“Negli ultimi dieci anni 816 mila italiani, per la stragrande maggioranza laureati e under 25, hanno scelto di lasciare l’Italia: il maggior numero di italiani emigrati è partito dalla Lombardia e dal Veneto. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto un’impennata di arrivi di immigrati, prevalentemente dall’Africa” ebbe ha dichiarare a dicembre 2019 l’on.Paolo Grimoldi, deputato della Lega e componente della commissione Esteri della Camera. Ovviamente un’altra scusa che i burocrati del Pd ripeteranno sarà il solito ritornello di questi ultimi venti anni: gli “immigrati ci pagheranno le pensioni”, anche se abbiamo dimostrato in più occasioni che si tratta di una bufala. Infatti a risentirne soprattutto è stato il comparto della Sanità, che incide molto sui bilanci complessivi della spesa pubblica. Fornire gratis le cure ospedaliere e di Pronto Soccorso a mezzo milione di immigrati irregolari ha infatti ha già avuto un costo salatissimo.

Gli immigrati e l’accesso preferenziale al welfare

E’ noto che in nessun Paese d’immigrazione esiste la sanità pubblica universale; in Italia, invece, si riconosce agli «stranieri irregolarmente presenti» sul territorio nazionale una corsia preferenziale, riservata ed esclusiva, in cui sono garantite cure e prestazioni che gli italiani non si possono nemmeno permettere. Basta possedere un semplice tesserino STP (Straniero temporaneamente presente). In questo modo ogni immigrato senza documenti regolari ha l’accesso – ovviamente senza spese – a ogni genere di prestazione sanitarie, tra le quali le protesi, le cure dentistiche, occhiali e ogni ausilio medico gratis, per non parlare della completa esenzione per l’acquisto di medicine, roba che nei loro Paesi di provenienza possono sognarsi da lontano anche disponendo d’ingente liquidità.

Le dichiarazioni di Bellanova e Riccardi

Ad ogni buon conto, i segnali ci sono tutti perché questo dubbio possa a breve diventare realtà:

1) Gli sbarchi degli allogeni clandestini dal 13 marzo ad oggi stanno continuando nonostante l’Italia sia bloccata e chiusa ai viaggi dall’estero. Insomma, i porti per i clandestini restano ben aperti.

2) Il ministro dell’Agricoltura, la renziana Teresa Bellanova, il 6 aprile ha proferito le seguenti parole che sottolineano – in via indiretta – la necessità di procedere con la sostituzione etnica chiedendo la regolarizzazione di circa 600 mila clandestini: “Basta con le banalizzazioni degli anni scorsi, gli immigrati non sono nemici“, anzi “siamo noi ad aver bisogno di loro”.

3) Il governo di sinistra al potere in Portogallo ha deciso di concedere il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati presenti sul territorio, affinché possano usufruire – a spese dei contribuenti – tutti i benefit sociali.

4) La proposta lanciata dall’ex ministro del governo Monti, Andrea Riccardi e capo della Comunità di Sant’Egidio, che ha richiesto una sanatoria di tutti gli immigrati anche clandestini (circa 600 mila) presenti sul territorio italiano, con la scusa che gli immigrati, molto spesso lavoratori stagionali, che possono diventare un preoccupante veicolo di contagio. Il fondatore della comunità di Sant’Egidio ha rilasciato una intervista a La Stampa, spiegando che a rendere più complicata la loro situazione degli immigrati irregolari ci sarebbe stata loro esclusione dagli ammortizzatori sociali straordinaria del periodo. Detto in altri termini, gli italiani, secondo Riccardi, devono pagare e sobbarcarsi tute le spese per i clandestini di ogni tipo.

Quindi niente di nuovo sotto il sole: la sinistra – virus o no virus  – non mollerà mai nel suo progetto di voler regolarizzare e sanare gli immigrati presenti in Italia di ogni tipo (anche pregiudicati e clandestini) e finire così per sostituire gli italiani con gli questi ultimi, favorendo questi ultimi a spese degli italiani.

Emanuele Fusi



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5 Commenti

  1. Attaccavano le colonie e adesso vogliono ricreare un certo modus operandi coloniale in casa?! Antifascisti…, “fascisti” di ritorno?

  2. Varcare un qualsiasi confine di un qualsiasi Paese sovrano – per quanto mi riguarda – è un reato. Chi entra nel nostro territorio senza averne i diritti è un criminale. Punto. Dovrà dimostrare, con opportune prove, che provenga da un Paese in guerra, avendo diritto all’asilo politico.

  3. Questa situazione, purtroppo, è la stessa su tutto il territorio europeo.
    Nell’articolo si cita il caso del Portogallo ma c’è da dire che, per esempio, anche in Irlanda lo stato delle cose è, pressoché, identico. A tacere, poi, dello scempio attuato in altri Paesi come Belgio e Svezia, nei quali, ormai, esistono degli Stati all’interno dello Stato: una cosa inconcepibile. Tengono un pochino i Paesi dell’Europa orientale, Paesi, comunque, vessati da continui attacchi concentrici da parte di UE e ONU.
    Ricordiamoci di un fatto emblematico: in Ungheria, un po’ di tempo fa, si accesero polemiche riguardo la città di Székesfehérvár, in competizione come capitale europea della cultura, in quanto troppo bianca, con pochissimi migranti e con troppe chiese:

    https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/ci-sono-troppi-bianchi-citta-ungherese-esclusa-dalla-capitale-europea-della-cultura-80123/

    Si parla sempre del cosiddetto “inverno demografico” europeo; da un certo punto di vista, si tratta di qualcosa di naturale (tra l’altro, all’inverno segue sempre la primavera), al quale – nel frattempo – si può ovviare con piani alternativi a questa assurda importazione di nuovi schiavi (per esempio, da più parti si è accennato alla robotizzazione di alcune industrie, così come progettato in Giappone); da un altro punto di vista si tratta di una conseguenza ovvia rispetto al condizionamento educazionale iniziato, diciamo (semplificando), dal 1945 e soprattutto, dal 1968 in poi.

    Emma Bonino, che, oggi, insiste tanto con il “bisogno di migranti” perché non si fanno più figli, è la stessa che, neanche troppo tempo fa si fece portavoce dell’aborto libero…

    Ora, rimanendo in Italia abbiamo una situazione ai limiti dell’assurdo: esportiamo “cervelli” (la cosiddetta “fuga di cervelli”… ) ed importiamo negri sub-tropicali, che sono lontanissimi sia da quella che dovrebbe essere la nostra vera cultura, sia da quelle che dovrebbero essere la nostra etica e la nostra spiritualità.

    Ovviamente, c’è da dire che l’Italia e l’Europa tutta sono, già da un po’ di tempo, attraversate da un periodo di profondo degrado nel senso suaccennato; quindi, la colpa di questa situazione, come italiani ed europei, è in parte anche nostra. Solo in parte, però, dato che tutti quanti, sin da bambini, abbiamo subito un autentico “lavaggio del cervello” tramite scuola, TV, cinema e parrocchia. Dunque, al giorno d’oggi, abbiamo un gran numero di persone appartenenti a tutte le fasce d’età che trovano addirittura auspicabile un “melting pot” europeo tipo USA…

    E come diceva anche il professore Giovanni Sartori, protestando contro questa invasione straniera pilotata: “L’Europa non è il Brasile!”.

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