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Roma, 1 ago – La Alan Kurdi, nave dell’Ong Sea Eye, sfida nuovamente il governo italiano. Le Ong, ormai forti del precedente di Carola, stanno mantenendo le promesse annunciate nella conferenza stampa che ha fatto seguito al rilascio della “capitana”: “Faremo tutte come la Sea Watch”. Proprio ieri infatti, mentre la Gregoretti ci scaricava sul groppone 116 immigrati, l’imbarcazione di Sea Eye ha raccolto 40 immigrati nel Mediterraneo, recuperandoli da un gommone partito dalla Libia. E ora è decisa a fare rotta verso Lampedusa, preparandosi all’ennesimo braccio di ferro con il ministero dell’Interno italiano. Lo ha ribadito Gordon Isler, portavoce Sea Eye, che ha fatto sapere ieri che “geograficamente, il porto sicuro più vicino è quello di Lampedusa”. “I migranti che abbiamo recuperato – ha proseguito – provengono da Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Mali, Congo e Camerun, tra loro ci sono un neonato e due bambini piccoli”. La presenza “tattica” dei bambini sarà sufficiente a creare una situazione emergenziale per “ricattare” moralmente il governo una volta che la nave sarà ferma davanti al porto del’isola.

Inizia il braccio di ferro

La Alan Kurdi, quindi, è pronta ad infrangere il divieto di ingresso nella acque territoriali italiane firmato dal ministro Salvini e dai ministri Trenta e Toninelli e notificato alla Ong via email. Nelle ultime ore Tripoli ha offerto lo sbarco in un porto assegnato dalla Guardia costiera libica, a cui la Ong ha opposto un netto rifiuto: “Noi obbediremo al diritto internazionale e non riporteremo nessuno in un paese in guerra. La Libia non e’ un porto sicuro”. Matteo Salvini ha ribadito la sua posizione: “La nave Alan Kurdi, attualmente a 30 miglia dalle coste della Libia, ha RIFIUTATO il porto di Tripoli assegnatole dalla Guardia costiera libica… Ci risiamo, Ong tedesca se ne frega delle autorità internazionali. Io non mollo!”.

Scontro Roma-Berlino

E’ braccio di ferro anche con il governo di Berlino, che ha intimato per l’ennesima volta l’Italia di aprire i porti e far sbarcare indiscriminatamente gli immigrati. Tra lo Stivale e Germania è ormai scontro aperto sulla questione migratoria, con il vertice di Helsinki con Salvini a puntare il dito contro i ministri dell’asse franco-tedesco, e quello di Parigi che ha visto il forfait dell’Italia in protesta della linea Macron-Merkel sugli immigrati. E l’Europa? Non pervenuta…

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. Ancora con questa idiozia di fare entrare tutti indiscriminatamente.
    O c’è malafede o grande coglionaggine.
    Proprio dagli arrivi dalla Nigeria bisogna controllare maggiormente i soggetti dato che vi sono altre probabilità che possano esserci delinquenti utili a ingrassare le fila della mafia nigeriana.

  2. Bisognerebbe andare a Lampedusa in almeno diecimila, armati di forconi, accette roncole, etc., etc., e tanta, tanta benzina. Dare il fatto loro ai pirati e alla feccia negrante, e portare la nave al largo, incendiarla ed affondarla. Perché se no… L’ invasione continua. Se la guerra civile deve scoppiare, tanto vale sia ora. Coi negracci radicati che si son moltiplicati, Se non ci facciamo soldati gli Italiani son spacciati!

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