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Roma, 3 lug – Carola Rackete, capitano di Sea Watch 3, si è vista annullare la disposizione dei domiciliari dal gip di Agrigento Alessandra Vella. Immediatamente è arrivata la reazione di Matteo Salvini che definisce la decisione frutto di una politica di “sinistra”.

Ma Carola rimane in Italia

Ma secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la Rackete non sono si trova a piede libero in Italia, ma non verrà nemmeno espulsa. Matteo Salvini aveva annunciato ieri sera che Carola Rackete sarebbe stata “allontanata dal territorio e accompagnata alla frontiera”. Il provvedimento di espulsione deve, comunque, essere approvato e firmato da un giudice: cosa che non accadrà a breve, poiché per il prossimo 9 luglio è fissato l’interrogatorio di Carola Rackete davanti  al gip. Tale appuntamento non fa che prolungare la permanenza del capitano della Sea Watch sul territorio nazionale.

L’avvocato di Carola depositerà il rinvio 

Seguendo questa logica, con ogni probabilità entro giovedì sera ci sarà il formale inibizione della misura dell’espulsione a causa dell’interrogatorio fissato dai magistrati. Seguendo una prassi consolidata, l’avvocato bolognese Alessandro Gamberini, difensore della Ong a cui fa capo la comandante di Sea Watch 3, depositerà un’istanza di rinvio perché, proprio il prossimo 9 luglio, ha un altro impegno professionale precedentemente fissato. L’interrogatorio di Carola con i magistrati potrebbe, quindi, essere rinviato di una settimana o forse più.

Nuovi scenari mediatici

La presenza del capitano di Sea Watch, prolungata, a piede libero sul suolo nazionale è una possibilità che spalanca tutto uno scenario politico: Carola potrà liberamente rilasciare dichiarazioni, intervenire in trasmissioni televisive e, tout court, continuare a fare ciò che aveva iniziato a bordo della sua nave, ovvero fare propaganda politica. Allo stesso tempo, la presenza libera della beniamina sperona motovedette del Partito Democratico può essere un’opportunità per Matteo Salvini, dato che la decisione del gip delle ultime ore non fa che accrescere la sensazione di impunità che si avverte quando ad essere puniti dovrebbero essere i sedicenti “buoni”.

Ilaria Paoletti

5 Commenti

  1. E non solo: dopo il bombardamento al centro di raccolta a Tripoli (attuato con un tempismo “eccezionale”) e la flottiglia di navi-soccorso ONG già schierata, l’Italia rischia una invasione che sembra, allo stato attuale delle cose, difficile da evitare. Dal momento che sono state bellamente ignorate tutte le proteste – codici alla mano – di militari ed esperti di diritto della navigazione e sentite le ultimissime dichiarazioni del ministro Moavero Milanesi circa la necessità di spostare i cosiddetti migranti in luoghi più sicuri, mi domando che strumenti possa ancora avere uno Stato come quello italiano per evitare un autentico disastro.

  2. ..le sconfitte non sono “opportunità” se non si ha una, chiara, razionale ricerca di rivalsa:…si trasformano in speranze infondate..

  3. Praticamente sta in vacanza, se espulsa le paghiamo il viaggio di ritorno, porta a casa un bottino di mezzo milione di euro… ma de che volemo parla’? Ma che votiamo a fa? Se questo non è regime…

  4. E a noi poveri comuni mortali per una multa ci fanno un culo come un secchio e se non ci presentiamo per qualche stronzata ci vengono a prendere con l’esercito.. ma andate afare in culo!!!!

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