Milano, 4 ago – Mai così tanti immigrati a Milano. Ce ne sono 6 mila. Una cifra record, che a fronte delle richieste del sindaco Beppe Sala di averne di nuovi, sono stati mobilitati anche i comuni dell’hinterland, la cosiddetta Città Metropolitana, affinché mettano a disposizione strutture per l’accoglienza. L’appello ai comuni arriva dall’assessore Pierfrancesco Majorino, da sempre in prima linea per l’accoglienza tout court. “È indispensabile che il Protocollo firmato dai comuni della Città Metropolitana sia attuato in tempi brevi” afferma Majorino. “A Milano ospitiamo una quota di migranti ben superiore al numero a noi assegnato. È veramente giunto il momento che ognuno faccia la propria parte”.



Numeri da capogiro che se si allarga lo sguardo a qualche anno addietro fanno addirittura paura. Perché in poco meno di quattro anni Milano ha accolto 125.500 profughi, di cui un quinto costituito da minori. Dei 12mila immigrati che sono toccati alla Lombardia dall’inizio dell’anno a oggi, 6mila si sono fermati a Milano. Ma il prefetto Luciana Lamorgese, nell’illustrare i dati, tira un sospiro di sollievo affermando che nelle ultime tre settimane il fenomeno si è arrestato e di immigrati non ne sono arrivati.

Da Palazzo Marino, sempre più irremovibile sulle posizioni del suo pluri-indagato sindaco supportato dall’assessore Majorino, minimizzano e sostengono che Milano regge bene il colpo e di problemi in città per via dell’accoglienza non ce ne sono. “Sottolineo” ha riferito ancora Majorino nell’illustrare le cifre dell’invasione “come a Milano, con la prima accoglienza e il sistema Sprar, che potenzieremo fino a 1.000 posti letto nei prossimi mesi, stia funzionando anche il programma di relocation, la vera risposta all’istanza umanitaria e un importante strumento di contrasto alla tratta di migranti presente anche a Milano, come provato dalle numerose operazioni di polizia”.

Evidentemente il caldo di questi giorni, che a Milano sfiora i 40 gradi, offusca la vista ai suoi governanti, che probabilmente non vedono, o non vogliono vedere, gli esiti dei blitz continui in stazione Centrale e i controlli che la polizia effettua su quanti bivaccano. Dal 1 marzo alla fine di luglio di quest’anno, i dati della Questura dicono che le espulsioni sono aumentate dell’11% e che 460 cittadini sono stati rimpatriati.

Ma questa amministrazione non vede nemmeno il degrado verso cui la città sta scivolando, con queste “risorse” che ormai hanno preso la strada per una toilette pubblica. Soprattutto nella zona di Porta Venezia, come testimoniano le foto del giornalista Fabrizio Biasin pubblicate questa mattina dal quotidiano Libero.

Anna Pedri

 

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