Roma, 15 giu – Severodonetsk come Mariupol. Nel contesto della guerra ucraina, le due realtà sembrano mostrare diverse similitudini, anche a giudicare dagli ultimi aggiornamenti Ansa.

Severodonetsk, la nuova Mariupol

Impianto chimico stavolta, acciaeria in quel caso. Resistenze di soldati ucraini agli interni in entrambi i casi. Ultimatum di Mosca in entrambi i casi. Le similitudini tra Severodonetsk e Mariupol sembrano poche ma piuttosto decisive. L’impianto in questione è quello Azot, nella parte orientale della città. Una città, come Mariupol allora, in gran parte occupata e controllata dai russi. Come riporta anche il Guardian, la Russia stamattina ha “invitato” – per usare un eufemismo – le forze ucraine asserragliate nell’impianto stesso ad arrendersi.

Dichiarazioni che seguono quelle dei combattenti filorussi dell’area, i quali appena un paio di giorni fa avevano lanciato minacce ancora più dirette alla resistenza generale in corso nella città. Era stato, in quell’occasione raccontata sempre dall’Ansa, il vice capo del dipartimento della Milizia popolare della Repubblica Popolare del Donetsk, Eduard Basurin, a dire che “quelle unità militari ucraine che sono lì hanno due opzioni: seguire l’esempio dei loro colleghi e arrendersi, o morire. Non hanno altra opzioni”.

“Fermate la vostra insensata resistenza”

Le similitudini tra i due teatri di guerra non si fermano solo alle circostanze generali, ma anche a qualcuno dei protagonisti. Uno di questi è il generale Mikhail Mizintsev,un ufficiale che era a capo proprio dell’assedio a Mariupol. Mizintsev ha parlato in modo molto chiaro ai soldati ucraini, dichiarando che dovrebbero “fermare la loro insensata resistenza e deporre le armi” a partire da stamattina presto. Nella fabbrica, secondo il sindaco Oleksandr Stryuk, ci sono anche 560 civili.

Alberto Celletti

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