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Sutri, 1 ago – Vittorio Sgarbi torna a minacciare le dimissioni da sindaco di Sutri. Quello del critico d’arte con la cittadina viterbese, o meglio con i membri del suo Consiglio comunale, è un rapporto a dir poco burrascoso. Non è infatti la prima volta che Sgarbi minaccia di dare le dimissioni e abbandonare la carica di primo cittadino. Recentemente anche la questione di offrire una casa a Morgan a Sutri non era andata a buon fine, con il critico d’arte che si era trovato a dover ripiegare su Nepi per dare ospitalità al cantante, affermando che “a Sutri aveva vinto l’ignoranza”. Adesso Sgarbi non sembra avere i numeri in Consiglio comunale e la sua maggioranza di fatto al momento non c’è, dopo il “tradimento” di due consiglieri.

“Una questione di poltrone”

“L’anno scorso indicammo le pressioni di famiglie sulla politica di Sutri. Torna ora, con la cadenza di una malattia, a dare prova di meschinità il giovane fascista Matteo Amori. L’anno scorso mi insultò; quest’anno, tradendo la lista in cui è stato eletto, segue l’esempio di Vettori, non vota con la maggioranza e annuncia di passare all’opposizione. Colpi di sole estivi di persone insoddisfatte. Lo segue Nunzia Casini. Il pretesto è la nomina di un prosindaco, senza stipendio e con la dimostrata capacità di promuovere il turismo”, spiega Sgarbi nella sua nota inviata ai quotidiani locali.

“Perché nasce una rottura su questo punto?”, prosegue Sgarbi, “nulla di ideale, soltanto desiderio di poltrone e di soldi. Matteo Amori, provenendo da Casa Pound e dintorni, aspirava al ruolo di presidente del Consiglio comunale, occasione sfuggita perché non è riuscita la sua piccola congiura ordita alle spalle del sindaco. Nunzia Casini aspirava all’Assessorato al Turismo e al Talento, non per meriti ma per un compassionevole stato di indigenza. Questi i nobili propositi politici. Ma nessuno dei due ha pensato invece alla cosa più semplice. Visto che sono stati eletti nella lista del sindaco, se intendono dissentire devono dimettersi da consiglieri, non rinnegare i loro stessi principi per vendicarsi di poltrone non avute”.

Dimissioni “non irrevocabili”

“Allo stato, dunque, non posso che presentare le mie dimissioni da sindaco, ovviamente non irrevocabili, perché devo tutelare i consiglieri e gli assessori fedeli. Siccome l’opposizione esulta che la maggioranza non c’è più, i cittadini sappiano che io resterò sindaco soltanto se i traditori si dimetteranno da consiglieri. Abbiamo già sopportato il tradimento di Vettori, non è possibile continuare con due consiglieri eletti in nome di principi e con un sindaco che non poteva essere più trasparente e chiaro nei suoi atti corrispondenti al programma già condiviso”.

Solo ieri Vittorio Sgarbi aveva annunciato l’intenzione di dedicare una via a Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei Carabinieri ucciso con 11 coltellate la notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma. La cerimonia dovrebbe svolgersi a settembre insieme ai parenti del milite assassinato. Sempre se Sgarbi sarà ancora il sindaco di Sutri dopo le sue dimissioni “non irrevocabili”.

Davide Di Stefano

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