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Torino, 27 feb – Prosegue la caccia all’uomo sulle tracce dell’assassino di Stefano Leo, il 33enne biellese che sabato scorso è stato ucciso con un colpo di coltello alla gola a Torino, in via dei Murazzi. Come riferisce La Stampa, i carabinieri starebbero indagando su un nordafricano definito come un soggetto ad alta pericolosità. Ricordiamo che l’uomo ha sgozzato la vittima con un fendente che ha attraversato la gola di Stefano, per il quale non c’è stato più nulla da fare. Prima di morire, la vittima sarebbe riuscita a percorrere una sessantina di metri a piedi per cercare aiuto, ma è caduto a terra esanime prima dell’arrivo dei soccorsi.

Massima allerta

E’ massima allerta ora a Torino, quando non una vera e propria psicosi: nella zona Murazzi serpeggia la paura e i pedoni iniziano ad evitare il transito nella zona. Stando a quanto riferito da alcuni testimoni oculari, l’assassino di Stefano sarebbe un nordafricano: fisico asciutto, i capelli rasati ai lati della testa ed una lunga coda di dreadlocks. I carabinieri del nucleo Radiomobile parlano di un personaggio irascibile e preda di accessi d’ira incontrollati. Non è improbabile pensare che potrebbe attaccare di nuovo. E’ probabile che l’immigrato non abbia una dimora fissa: per questo motivo le forze dell’ordine stanno setacciando i dormitori della città, le mense Caritas, gli ospedali e le stazioni ferroviarie. Gli inquirenti hanno già escluso l’ipotesi di rapina: nessun oggetto personale del 33enne è stato toccato dall’assassino. Si fa sempre più strada l’ipotesi dell’aggressione brutale fine a sé stessa, senza motivazione, originata forse da un accesso di furia psicotica come quella che colpì Kabobo, il ghanese che a Milano macellò tre donne a picconate

Cristina Gauri

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