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Padova, 27 feb – Gli dai un dito, si prendono entrambe le braccia, e pure le gambe se è il caso. Lo sappiamo da tempo, questo schema comportamentale è la regola per i sedicenti “profughi”, che arrivano in Italia pensando di avere un biglietto gratis per l’accesso a una cornucopia di aiuti. E senza nemmeno chiedere “grazie” quando la solidarietà gli piove addosso. Semplicemente chiedono, fagocitano, pretendono. E forse se ne deve essere accorto anche don Marco Scattolon, il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta di Rustega (Padova), che esausto per le pressanti pretese degli stranieri che si accalcano fuori dalla porta della sua canonica, ha deciso di cambiare aria. Non potendo mandarli via, si è visto costretto a spostarsi.

Incessanti richieste

Lo rivela lo stesso don al Il Gazzettino, raccontando la propria situazione. Scattolon è sempre stato uno di quei parroci in prima linea per il sostegno agli immigrati e per l’integrazione: a tal punto da arrivare ad ospitare nella propria abitazione un magrebino di 33 anni che doveva scontare gli arresti domiciliari. Il malvivente, incriminato per spaccio, aveva reso un inferno la quotidianità del parroco, con incessanti richieste di denaro (che ci doveva fare poi, se stava ai domiciliari?) e comportamenti assolutamente ingestibili, fino a che don Marco si è visto costretto a rinunciare all’impegno preso.

Meta di tutti gli stranieri

Ma a quel punto, la fama della sua generosità verso gli extracomunitari si era diffusa in tutta la provincia: così, con il passaparola, la canonica era diventata meta di tutti gli accattoni in cerca di aiuti: “Il viavai di stranieri che chiedono con insistenza aiuti m’impediscono serenità e pace nei momenti di una possibile quiete”, confessa il prete al Gazzettino. “Non tutti sono educati e sanno accontentarsi di quanto si può dare loro”. Don Marco, che a 73 anni non è più un giovincello, non ha più la forza – fisica e mentale – di fare fronte agli assalti degli immigrati. “Da un po’ di tempo anch’io mi trovo con stanchezze e malesseri vari. Sono perciò arrivato alla decisione di spostarmi per i pasti e la quiete notturna e un po’ pomeridiana alla canonica di Camposampiero. Don Claudio mi accoglie volentieri”. Chi è causa del suo mal.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Che cosa si aspettava il fesso che gli dicessero un GRAZIE???
    Ecco cosa è servito importare una massa di accattoni.

  2. Non è mai troppo tardi per ravvederi ! Don Marco provi a chiamare la sboldrina o l’orango del.PD. vediamo se sono capaci di insultarla perché non si cala più le braghe con questi delinquenti immigrati clandestini economici.vedrà che loro le porteranno tanto ma tanto aiuto. Forse è più facile che Cristo resusciti un’altra volta.

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