Roma, 8 mar – È arrivato oggi in edicola, fresco fresco di stampa, il nuovo numero del mensile del Primato Nazionale. Nell’ormai corposa “galleria dei mostri”, stavolta la copertina è toccata a George Soros, qui definito il “burattinaio”. Negli articoli del focus Adriano Scianca e Francesca Totolo ricostruiscono la storia del noto speculatore americano di origine ungherese, facendo luce sugli affari e i finanziamenti della sua potentissima fondazione Open Society. La Totolo si sofferma in particolare sui legami di lunga data che intercorrono tra Soros e il Partito Democratico: legami sospetti e assai inquietanti che gettano più di qualche sospetto sul preteso filantropismo del finanziere e sul candore della banda Renzi e Gentiloni.
In concomitanza con la ricorrenza del 17 marzo, la rivista dedica inoltre un ampio speciale all’Unità d’Italia: se Valerio Benedetti, Francesco Carlesi e Sandro Consolato analizzano la storia, le idee e la simbologia della “rivoluzione italiana”, Carlo Altoviti insiste invece sulla partecipazione dei meridionali al Risorgimento, ovviamente in barba sia alle tesi neoborboniche che al discutibile filone storiografico che fa capo a Denis Mack Smith.
Il mensile del Primato è poi arricchito da un’interessante inchiesta sulla mafia nigeriana, a firma di Giorgio Nigra, e dai due articoli economici vergati da Filippo Burla, che ci spiega come una nuova Iri possa risollevarci dalla crisi, e da Matteo Rovatti, che illustra l’ideologia antiumana alla base del moderno ecologismo. Come al solito non manca la lunga galleria di rubriche: si segnalano quella di Alessandro Meluzzi, che ci spiega perché l’islam è difficilmente compatibile con le nostre società europee, quella di Mario Vattani e quella di Francesco Borgonovo, che ci offre una gustosa recensione del film Sono tornato, pellicola che racconta di un Mussolini redivivo nell’Italia dei nostri giorni. Meritevole di una menzione è anche il contributo di Emanuele Ricucci, giovane penna del Giornale che ci mette in guardia da una nuova forma isterica tutta moderna: quella per l’artisticamente corretto.
Molto nutrita è anche la sezione degli approfondimenti. Se il medico Maria Teresa Baione punta il dito contro le ingerenze della politica nella sanità pubblica, Guido Taietti analizza invece la prepotente ascesa della Cina sullo scacchiere geopolitico mondiale. Di notevole interesse sono poi il contributo di Alberto Ciapparoni, direttore responsabile di Rtl 102.5, che ci spiega perché la radio può ancora essere uno strumento di informazione sovranista, e l’articolo di Alfonso Piscitelli che ricostruisce il pensiero “archeofuturista” di Adriano Romualdi, giovane intellettuale prematuramente scomparso negli anni Settanta. Ad arricchire la qualità del nuovo numero del Primato ci sono poi due firme di caratura internazionale: il noto indoeuropeista francese Jean Haudry ed Emanuele Castrucci, ordinario di Filosofia del diritto presso l’Università di Siena, tra i massimi esperti mondiali del pensiero di Carl Schmitt. Chiude infine un contributo di Pierluigi Romeo di Colloredo sul valore militare degli italiani, che fa a pezzi anni di retorica antinazionale che ci vorrebbe tutti codardi e imbelli. E nell’anno del centenario della Vittoria non è poco.
Elena Sempione

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