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Torino, 15 mag – Dopo il pacco esplosivo arrivato lo scorso aprile, il sindaco di Torino Chiara Appendino si è vista recapitare una busta marrone con un proiettile dentro. Il plico, di carta marrone con un’etichetta bianca recante una scritta eseguita a normografo “Piazza Palazzo di Città. Torino. Chiara Appendino” e contenente un proiettile calibro 9, è stato recapitato ieri mattina negli uffici di Palazzo Civico. Ovviamente non è stata rilevata traccia del mittente o dell’affrancatura.

Il personale deputato alla ricezione della corrispondenza che lo ha – imprudentemente – aperto senza prendere misure cautelative, una volta constatata la natura del contenuto ha subito messo in allarme la Digos e la polizia scientifica. Difficile non collegare l’episodio allo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria, covo di soggetti appartenenti all’area anarco-insurrezionalista finito al centro di indagini per attentati e varie azioni eversive collegate al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. All’arrivo della busta minatoria il sindaco di Torino, che ricordiamo è attualmente sotto scorta, non si trovava in città ma a Roma. “Ieri è stata recapitata in Comune una busta indirizzata a me contente un proiettile”, ha dichiarato l’Appendino stamattina in un post su Facebook. “Non si sa chi sia il mittente né quali siano le motivazioni. So però molto bene che questi tentativi di intimidazione non sortiscono alcun effetto e, anzi, spronano a continuare a svolgere il mio ruolo di Sindaca con la massima determinazione”.

Cristina Gauri

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