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Torino, 15 mag – Dopo il pacco esplosivo arrivato lo scorso aprile, il sindaco di Torino Chiara Appendino si è vista recapitare una busta marrone con un proiettile dentro. Il plico, di carta marrone con un’etichetta bianca recante una scritta eseguita a normografo “Piazza Palazzo di Città. Torino. Chiara Appendino” e contenente un proiettile calibro 9, è stato recapitato ieri mattina negli uffici di Palazzo Civico. Ovviamente non è stata rilevata traccia del mittente o dell’affrancatura.

Il personale deputato alla ricezione della corrispondenza che lo ha – imprudentemente – aperto senza prendere misure cautelative, una volta constatata la natura del contenuto ha subito messo in allarme la Digos e la polizia scientifica. Difficile non collegare l’episodio allo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria, covo di soggetti appartenenti all’area anarco-insurrezionalista finito al centro di indagini per attentati e varie azioni eversive collegate al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. All’arrivo della busta minatoria il sindaco di Torino, che ricordiamo è attualmente sotto scorta, non si trovava in città ma a Roma. “Ieri è stata recapitata in Comune una busta indirizzata a me contente un proiettile”, ha dichiarato l’Appendino stamattina in un post su Facebook. “Non si sa chi sia il mittente né quali siano le motivazioni. So però molto bene che questi tentativi di intimidazione non sortiscono alcun effetto e, anzi, spronano a continuare a svolgere il mio ruolo di Sindaca con la massima determinazione”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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