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Washington, 20 ago – Donald Trump prende le difese dei sostenitori delle teorie “complottiste” di QAnon, dopo che Facebook e gli altri social hanno deciso di cancellare centinaia di pagine e gruppi del movimento patriottico Usa che si prefigge di combattere il cosiddetto Deep State, che sarebbe quello dei poteri forti che controllano le nazioni e che praticherebbero il pedo-satanismo. “Non so molto di questo movimento – afferma il presidente Usa in un conferenza stampa – ma capisco che mi amano molto, e lo apprezzo. Ho sentito che sta guadagnando in popolarità e che questa gente ama il proprio Paese“. In effetti i sostenitori di QAnon (il Primato Nazionale ne parla qui) vedono in Trump colui che può combattere il nuovo ordine mondiale e che per fortuna ha fermato la corsa dei democratici, che sarebbero affiliati al Deep State (a partire dalla Clinton e da Obama).

“Stiamo salvando il mondo da una filosofia di sinistra radicale”

“Dovrebbe essere una cosa cattiva o buona?” si domanda il presidente, rispondendo a una giornalista che gli ha chiesto se poteva sostenere quella teoria. “Se posso aiutare a salvare il mondo dai problemi, sono disposto a farlo. Sono disposto a mettermi in gioco”, è la furba replica di Trump. “Ed effettivamente lo stiamo facendo – prosegue . Stiamo salvando il mondo da una filosofia di sinistra radicale che distruggerà questo Paese. E quando questo Paese sarà distrutto il resto del mondo lo seguirà. Da qui l’importanza di questo Paese”, conclude Trump.

Chiuse centinaia di pagine e di account di QAnon sui social network

Nelle ultime settimane, social come Twitter e Facebook hanno cancellato un numero crescente di account e pagine di fan correlati a QAnon. Ieri Facebook ha reso noto che sono stati rimossi 790 gruppi QAnon e che ne sono stati bloccati altri 1.950, così come 440 pagine e più di 10mila account Instagram riconducibili alle teorie complottistiche anti-Deep State. Il fenomeno è in crescita, come riporta sempre il social di Zuckerberg, che a quanto pare prende sul serio QAnon visto che si è affrettato a eliminare i profili sempre in nome della censura dettata dal politicamente corretto e dal pensiero unico.

Adolfo Spezzaferro

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