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Washington, 11 giu – Washington, 11 giu – Il presidente Usa Donald Trump riprenderà i comizi elettorali per la rielezione alla Casa Bianca, interrotti per mesi a causa del lockdown per l’epidemia da coronavirus, e lo farà all’insegna delle lotte anti-razziali (ma non solo). Con abile mossa, carica di significato il suo “ritorno” in campagna elettorale scegliendo una data, il 19 giugno, e un luogo, Tulsa in Oklahoma, di grande importanza storica. Infatti il 19 giugno coincide con la festività del “Juneteenth”, che commemora la fine della schiavitù negli Stati Uniti. Una data ovviamente molto sentita dalla comunità afroamericana.

A Tulsa nel 1921 le violenze tra bianchi e afroamericani

Tulsa invece è stato teatro di uno dei più gravi episodi di violenze razziali nell’intera storia degli Stati Uniti. Nel 1921, tra il 31 maggio e il 1 giugno, gruppi di bianchi e gruppi di afroamericani si scontrarono nel quartiere di Greenwood (soprannominato “Black Wall Street”), ai tempi abitato dalla più vasta comunità afroamericana degli Usa, facendo decine di vittime. La rappresaglia era scattata a seguito dello stupro di una minorenne da parte di un afroamericano. Quando esponenti della comunità afroamericana si sono recati al posto di polizia armati di tutto punto per proteggere l’accusato di stupro che, secondo alcune voci, stava per essere linciato scoppiarono i primi scontri a fuoco, degenerati in violenze incontrollate e incendi. Una situazione che con i dovuti distinguo ricorda l’ondata di devastazioni scatenata in questo giorni negli Usa dopo la morte di George Floyd a Minneapolis. Dopo i saccheggi infatti ora la protesta anti-razzista sta distruggendo le statue di presunti razzisti dei secoli scorsi.

Gli avversari del presidente considerano la scelta del luogo una provocazione

Gli avversari di Trump considerano la scelta della data e soprattutto del luogo del comizio una provocazione contro il movimento Black Lives Matter, che ovviamente a sua volta vorrà mettere il cappello sulla ricorrenza storica del 19 e cavalcherà la protesta per la scelta di Tulsa, che nella narrazione progressista è considerata una pagina di odio razziale a senso unico.

Ludovica Colli