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Washington, 9 nov – Donald Trump non molla. Secondo il presidente Usa le elezioni sono state falsate e il suo sfidante dem Joe Biden non ha vinto regolarmente. Oltre all’annunciata battaglia legale – che ricalca quella del 2000 alla Corte Suprema tra Bush e Gore per il riconteggio dei voti, dove lo ricordiamo alla fine prevalse il repubblicano – Trump intende organizzare una serie di comizi in stile campagna elettorale in occasione del riconteggio dei voti in diversi Stati-chiave.

Squadre speciali per il riconteggio dei voti in Georgia, Arizona e Pennsylvania

Come è noto, i principali media hanno assegnato a Joe Biden la vittoria alle presidenziali e i leader di tutto il mondo si sono congratulati con il 46 esimo inquilino della Casa Bianca, che sabato ha pronunciato un discorso alla nazione insieme alla sua candidata vice presidente, Kamala Harris, rivendicando la vittoria nella competizione elettorale. Ma la nomina non è ancora ufficiale. Il presidente in carica dal canto suo intende creare squadre speciali per il riconteggio dei voti in Georgia, Arizona e Pennsylvania, i tre Stati che hanno decretato la vittoria di Biden. A quanto pare, durante questi raduni, gli “special team” mostreranno i necrologi di persone che avebbero votato per Biden ma in realtà, appunto, sono morte. I media Usa nei giorni scorsi hanno riportato diversi casi di persone decedute che hanno votato alle elezioni.

Per i legali del presidente è ancora possibile ribaltare il risultato

“Non c’è un colpo vincente per vincere i ricorsi legali” ma una strategia a più ampio respiro e comunque “è ancora possibile” ribaltare il risultato del voto delle presidenziali americane. Ne è convinta Harmeet Dhillon, avvocatessa repubblicana che fa parte del team legale di Trump, intervistata dalla Bbc. Sulla possibilità che il riconteggio dei voti possa ribaltare il risultato, l’avvocato ricorda che “ci sono circa mezza dozzina di Stati ancora in gioco o contestati e il presidente dovrebbe vincere almeno la Pennsylvania e altri due Stati. Noi pensiamo sia possibile”. Secondo l’avvocato “di peso” Rudy Giuliani, il team legale del presidente vuole anche appellarsi al fatto che agli osservatori non è stato dato accesso ai conteggi e che ci sono schede retrodate.

Trump accusa i dem: “Hanno rubato dove dovevano rubare”

Trump dal canto suo non ha fatto nuove dichiarazioni ma si è limitato a condividere su Twitter diversi brevi video di Fox News nei quali giornalisti della rete o rappresentanti repubblicani contestano l’esito del voto. Sotto a quasi tutte le clic caricate dal presidente Twitter ha inserito l’avviso: “Questa dichiarazione su una frode elettorale è contestata”. Dicitura che negli ultimi giorni è comparsa quasi sotto ogni messaggio del presidente, chiaro segno del boicottaggio dei social in favore di Biden. Tra le ultime uscite del presidente segnaliamo questa: “Il miglior sondaggista britannico ha scritto stamane che questa è stata chiaramente un’elezione rubata, che è impossibile immaginare che Biden abbia superato Obama in alcuni di questi Stati. Quel che conta è che hanno rubato dove dovevano rubare“, è l’accusa del tycoon. “Dobbiamo guardare le schede, stiamo appena cominciando“, ha scritto Trump in un altro tweet. “Dobbiamo esaminare le denunce: stiamo valutando una serie di testimonianze giurate che ci sono state frodi elettorali. In questo Paese abbiamo una storia di problemi elettorali”, ha fatto presente Trump.

​Non ci sta, il presidente ad accettare l’esito del voto: “Gli osservatori non sono stati ammessi nelle sale di conteggio. Ho vinto le elezioni, ho ottenuto 71.000.000 voti legali” aveva scritto sempre sui social. “Sono successe cose brutte che i nostri osservatori non sono stati autorizzati a vedere“, ha denunciato. “Non è mai successo prima. Milioni di schede per posta sono state inviate a persone che non le hanno mai chieste!”. Tutti post questi segnalati da Twitter perché mancanti di prove oggettive.
Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. biden si è fatto prestare le calcolatrici di romita ( referendum per la monarchia o la repubblica 1948)

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