Bologna, 20 lug — Un tunisino, pluripregiudicato e già espulso dall’Italia ma rientrato clandestinamente nel 2019, dopo una serie di litigi e alterchi con il proprietario di una abitazione nella città di Lucca, ha incendiato l’appartamento come forma di vendetta. L’uomo si è poi precipitosamente dato alla fuga cercando di far perdere le proprie tracce. Ma la sua fuga non è durata molto. Alle forze dell’ordine che lo hanno arrestato e associato al carcere di Bologna, è subito apparso chiaro di trovarsi in presenza di un soggetto già noto: il venticinquenne tunisino arrestato non è solo gravato da diversi precedenti penali, ma risulta anche clandestino sul territorio nazionale da ben tre anni

Pluripregiudicato e già espulso, tunisino era ancora in Italia

Nemmeno a farlo apposta, l’incendio finisce per situarsi in un frangente storico in cui la provincia lucchese è letteralmente martoriata dalle fiamme e dai roghi che divampano, anche a causa della siccità. Secondo la ricostruzione offerta dagli inquirenti, lo straniero avrebbe discusso a più riprese e in maniera violenta con il proprietario dell’abitazione, salvo poi decidere di impartirgli una lezione. Ha quindi atteso che il proprietario si allontanasse e ha appiccato il fuoco nella casa. Solo il pronto intervento dei vigili del fuoco, allertati da una vicina di casa che aveva notato le volute di fumo levarsi dalla abitazione, ha evitato una tragedia.

La cattura

La cattura del giovane piromane è stata possibile grazie alla presenza di un testimone che lo ha riconosciuto mentre si allontanava e ha potuto fornirne una descrizione accurata alla polizia intervenuta sul posto. Inizialmente il tunisino, eclissatosi assieme alla ragazza, è risultato irreperibile. Solo una prolungata ricerca ha permesso di rintracciarlo a Bologna, dove l’uomo si nascondeva in attesa di allontanarsi dall’Italia per riparare in Francia. L’immigrato così è stato arrestato presso la stazione bus di parco Montagnola. Aveva con sé effetti personali e soprattutto dei biglietti per Parigi, meta finale della sua fuga. Il ragazzo è stato così portato in Questura per gli ulteriori accertamenti del caso ed è emersa la sua clandestinità e la sua fedina penale ricca di precedenti, per i reati di rapina, resistenza a pubblico ufficiale e reati legati alla droga. Proprio per questi reati l’uomo era stato espulso nel 2019. Evidentemente, in maniera inutile.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Quando cominciano a bruciare son guai grossi. Non c’era nessuno diversamente per noi dal rogo di Primavalle che resta a imperituro tremendo ricordo del peggio irrimediabile.

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