Roma, 2 set – Le tensioni tra Usa ed Iran sugli accordi nucleari sono in piena fase espansiva, a giudicare dalle ultime dichiarazioni di Washington riportate dall’Ansa.

Usa e Iran, la tensione scorre “nucleare”

A parlare è il portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, in merito alle risposte ricevute dall’Iran sul rilancio di un nuovo accordo sul nucleare tra le due parti. Una risposta che non è stata definita “costruttiva” da parte americana. Si tratta soltanto dell’ultimo passaggio di una tensione crescente tra Usa e Iran, nel corso di un negoziato che non si mostra affatto semplice. La mediazione dell’Ue, come al solito non esattamente “pungente”, non è servita a stemperarla. Questo sebbene il capo della politica estera comune, Josep Borrell, aveva dichiarato un paio di giorni fa disperare in una risoluzione in pochi giorni, allo scopo di tornare alle intese raggiunte nell’ormai remoto 2015.

L’accordo del 2015 è lontano

Perché è proprio “quel 2015”, insomma, ad essere davvero lontano. In quell’anno storico, Washington e Teheran festeggiarono addirittura un accordo storico sul nucleare. Provocando addirittura le ire di Israele, Arabia Saudita ed Egitto. Oggi la situazione è molto diversa. Pesa certamente la politica estera americana, tornata piuttosto aggressiva in Medio Oriente, e pesa al contempo l’avvicinamento dell’Iran alla Russia nell’ultima, travagliata stagione di politica internazionale. Come noi stessi scrivevamo, a proposito della visita del presidente iraniano Ebrahim Raisi a Mosca: “Nel suo discorso presso la Duma di Stato russa, Raisi ha affermato che gli Stati Uniti si trovano nella posizione più debole in cui si siano mai trovati e ha evidenziato che la loro strategia di dominio è nel caos grazie alla resistenza di nazioni indipendenti come l’Iran e la Russia.”

Alberto Celletti

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