Roma, 29 dic – Brutte notizie per il governo e per il piano di vaccinazione di Arcuri: per il vaccino AstraZeneca, su cui ha investito l’Italia, bisognerà aspettare più del previsto. Infatti l’Agenzia europea del farmaco (Ema) molto probabilmente non sarà in grado di approvare a gennaio il vaccino anti-coronavirus sviluppato dall’università di Oxford e dalla Irbm di Pomezia e prodotto da AstraZeneca.



Ema: “Improbabile” ok a vaccino AstraZeneca entro gennaio

La doccia fredda per il nostro Paese arriva dal vice direttore esecutivo dell’Ema, Noel Wathion, che in un’intervista al quotidiano belga Het Nieuwsblad ha definito “improbabile” un via libera dell’Agenzia a gennaio. “Non hanno ancora fatto domanda“, ha spiegato Wathion, sottolineando che “servono altri dati sulla qualità del vaccino”. L’ente regolatorio della Gran Bretagna, Mhra, dovrebbe autorizzare a breve il farmaco e gli inglesi sperano di poter cominciare la distribuzione già il 4 gennaio. Ma per la Ue è impensabile riuscire per quella data. I dati sul vaccino di AstraZeneca, ha chiarito il numero due dell’Ema, “non sono abbastanza per garantire neanche un’approvazione condizionata. Abbiamo bisogno di dati aggiuntivi sulla qualità del vaccino. E dopo questo, l’azienda deve presentare una domanda formale”.

Un brutto colpo per il piano di vaccinazione dell’Italia

Un brutto colpo per l’Italia. “Il vettore virale è prodotto a Pomezia, nell’impianto Irbm, l’infialamento avviene ad Anagni e la conservazione delle dosi non ha bisogno di temperature a 75 sotto zero. Vuol dire che per noi, sfruttando Pratica di Mare come hub, sarà tutto più semplice: produzione, distribuzione, conservazione”, ha fatto presente nei giorni scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza. L’esponente di LeU ha spiegato perché per l’Italia è cruciale il via libera al vaccino di AstraZeneca e Oxford. “Se arriva subito al traguardo, entro il primo trimestre si aggiungeranno altre 16 milioni di dosi, che corrispondono ad altre 8 milioni di persone vaccinate. Risultato finale: noi già dal primo aprile potremmo avere 13 milioni di vaccinati e così avremmo già raggiunto la fase uno, cioè quella che ci consente di avere il primo impatto epidemiologico”.

L’Italia ha prenotato 40,4 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca

Con il ritardo annunciato dall’Ema, è tutto da rivedere. Anche perché, come previsto nel Piano strategico del governo, l’Italia avrà ben 40,4 milioni di dosi AstraZeneca. Queste le dosi prenotate degli altri vaccini: 26,9 milioni Pfizer/Biontech, 50,8 milioni Johnson&Johnson, 40,4 milioni Sanofi/Gsk, 30,9 milioni Curevac, 10,8 milioni Moderna. Tuttavia, come è noto solo Pfizer/Biontech ha già ricevuto il via libera dall’Ema, il prossimo dovrebbe essere il vaccino di Moderna. Per gli altri invece i tempi si allungano. Infine, il governo contava proprio sul vaccino AstraZeneca per il primo trimestre del 2021. Infatti il Piano si basava infatti sulla disponibilità di 16,1 milioni di dosi da gennaio a marzo. Ora a Conte, Arcuri e Speranza – oltre che convincere gli italiani a vaccinarsi – serve un piano B.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Peccato, qualcuno sperava che AZ, visto il prezzo, sfondasse in Cina, cominciando a rendere pan per focaccia. A proposito, del vaccino cinese non si sa più nulla ?! Come mai?

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