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Susa,  10 dic – Sabato notte circa trenta persone hanno occupato una casa cantoniera a Oulx, sulla statale 24, nella Val Susa. Sulla facciata è stato appeso un grande striscione che recita: «Contro tutte le frontiere e il decreto Salvini». Il gruppo di attivisti, di matrice anarchica, opera nell’ambito del movimento “No Borders”. Esso si compone di una rete di organizzazioni politiche autonome sparse sul territorio europeo. Lo “scopo” di tali organizzazioni è quello di permettere la “libera circolazione” di clandestini  tra le varie nazioni europee: tra i loro slogan ricordiamo, ad esempio, “Right to Come, Right to Go, Right to Stay” (“il diritto di venire, il diritto di andarsene, il diritto di restare”). Il tutto, naturalmente, in barba alle rispettive sovranità nazionali dei Paesi coinvolti in questo “traffico” umano.



La ragione di questa occupazione è la “necessità” di fornire un punto di accoglienza per i “migranti” che in questo periodo in cui neve e gelo la fanno da padrone, cercano comunque di attraversare il confine con la Francia, spesso tramite sentieri impervi e impraticabili per metà dell’anno. Il numero di  immigrati clandestini che quotidianamente cerca di passare il confine è in costante aumento di anno in anno dal 2016. E’ di febbraio la notizia che durante un controllo alla barriera dell’A10 la polizia di frontiera di Ventimiglia ha fermato un veicolo con a bordo 17 stranieri, di cui 14 irregolari. Gli unici con i documenti in regola erano due “passeurs” (l’equivalente motorizzato degli scafisti) afghani. Al confine tra la nostra nazione quella dei cugini d’oltralpe operano quindi non solo queste organizzazioni irregolari di “dilettanti allo sbaraglio” ma, come per le rotte via mare, anche vere e proprie strutture criminali.

Gli attivisti occupanti della ex casa cantoniera non sono, però, italiani: sono quasi tutti francesi. Se dunque è già, di per sé, assurdo occupare uno stabile per dare ospitalità a immigrati clandestini, è ancora più inammissibile che siano dei cittadini di un’altra nazione ad occupare abusivamente uno stabile italiano per tale scopo. A ciò aggiungiamo che dall’altra parte del confine la polizia francese effettua continuamente respingimenti irregolari (anche di minori e rifugiati di guerra), quando addirittura non “scarica” immigrati già riusciti a giungere in territorio francese dall’altra parte del confine, ovvero, da noi.

Ilaria Paoletti

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