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Roma, 5 mag – C’è qualcosa che non torna nel modo in cui la tanto discussa app Immuni, il programma scelto dal governo per tracciare i contagi da coronavirus in Italia, è stata scelta dal ministro dell’Innovazione Paola Pisano e dalla sua task force. O, meglio, il problema sarebbe proprio che in realtà è stata a Pisano a decidere l’app “vincitrice”: gli esperti avevano proposto non una, ma ben due opzioni. E come si sia giunti a scegliere proprio l’app di Bending Spoons non sarebbe un percorso molto trasparente.

La lettera della Pisano a Conte

A quanto riporta oggi Il Foglio il ministro l’Innovazione, Paola Pisano (M5s) ha ufficialmente comunicato al premier Giuseppe Conte l’esito della scelta degli esperti che dovevano selezionare l’app di tracciamento ufficiale del governo sostenendo che l’app Immuni fosse la scelta della task force. Questo accadeva il 10 aprile: “Caro Presidente il gruppo di lavoro ha indicato nella soluzione denominata Immuni … quella più rispondente alle attuali necessità”, si legge in una lettera inviata dal ministro pentastellato a Conte. E il 16 aprile, infatti, il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha disposto un’ordinanza in cui era contenuta la stipula del contratto con Bending Spoons, la società che ha sviluppato l’app.

E gli esperti cadono dal pero

Ma gli esperti della task force, quando hanno saputo della decisione (“attribuita” a loro) sono caduti dal pero: nella loro lunga relazione, infatti, erano indicae due soluzioni, o l’app Immuni o CovidApp. Secondo loro, le due app avrebbero dovuto essere testate in parallelo per prendere una decisione conclusiva. Così, quando hanno appreso della decisione finale è stato evidente che la Pisano avrebbe mentito, “appioppando” (come si dice a Roma) la responsabilità della decisione alla task force, vanificando completamente i loro sforzi per addivenire a una decisione equa.

Immuni e CovidApp

Nella relazione finale degli esperti si legge che sebbene Immuni “risulta essere ad uno stadio di sviluppo più avanzato della soluzione CovidApp” apparebbe “all’esito di questa prima valutazione più adeguata e CovidApp, come una buona soluzione alternativa e/o di riserva“. Questa la ragione per cui, a parere degli esperti “sconfessati” dalla Pisano con trilo salto carpiato, “è opportuno che il processo d’implementazione preveda il test in parallelo delle due soluzioni tecnologiche individuate”.

L’intervento di Copasir 

Ovviamente questa dinamica “incerta” della scelta sull’app Immuni ha scatenato una reazione, nello specifico quella del Copasir: “Il ministro Pisano dovrà rispondere al Copasir sulla App Immuni in merito alle tematiche inerenti la sicurezza nazionale, tanto più su una materia in cui lo stesso Copasir aveva svolto una specifica relazione al Parlamento”, fa sapere Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir.

Mollicone (FdI): “Presenteremo interrogazione”

Dopo il ministro anche Domenico Arcuri verrà ascoltato in merito. Federico Mollicone, responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia annuncia che presenterà un’interrogazione sul punto: “Perché Pisano ha valutato come migliore scelta proprio Bending Spoons? Solo per lo stadio più avanzato? Presenteremo un’interrogazione per chiedere chiarezza”.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Ottimo lavoro far parte di un authority; prendi 800 euro al giorno e non sei resonsabile di qualsiasi decisione visto che non ricopri un incarico di governo.Speriamo che facciano una bella legge che renda tutto il popolo italiano facente parte di ….un authority ma ho la netta impressione che terranno milioni alla fame e senza lavoro!!

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