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COSMO-SkyMed: con Leonardo il made in Italy vola nello spazio

by La Redazione
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cosmo-skymed seconda generazione

Roma, 22 dic – Leonardo è protagonista del progetto, tutto italiano, COSMO-SkyMed Second Generation. Il primo satellite di seconda generazione e stato lanciato con successo mercoledì 18 alle ore 9:45 dalla base europea di Kourou, Guyana Francese. Andrà ad unirsi alla costellazione per l’osservazione della Terra COSMO-SkyMed, dell’Asi e del Ministero della Difesa, che ha da poco festeggiato i 10 anni. Il lancio del secondo satellite COSMO-SkyMed avverrà a distanza di un anno dal primo.

COSMO-SkyMed: un’eccellenza italiana

Finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il sistema COSMO-SkyMed è frutto ed espressione delle migliori competenze dell’industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio, coadiuvate da un numero significativo di Piccole e Medie Imprese. La prima generazione conta quattro satelliti, lanciati in orbita tra il 2007 e il 2010, e offre immagini radar a clienti di tutto il mondo. La costellazione COSMO-SkyMed è in grado di acquisire fino a 1800 immagini al giorno che Leonardo, tramite e-GEOS (Telespazio/ASI), riceve, elabora e commercializza in tutto il mondo.

In particolare, Thales Alenia Space (Thales 67%, Leonardo 33%) è la società capocommessa, responsabile dell’intero sistema, mentre Telespazio (Leonardo 67%, Thales 33%) ha realizzato il segmento di terra e ospita al Fucino il centro di comando e controllo della costellazione. Il primo segnale di collegamento con il satellite è stato ricevuto, proprio in questo centro, alle 10.21 dello stesso giorno.

Il Centro Spaziale “Piero Fanti” del Fucino è il più importante teleporto al mondo per usi civili. Con una superficie di 370.000 mq e 170 antenne. Il centro dispone di sale dedicate al controllo della rete di stazioni di terra e alla dinamica del volo, attività altrettanto importanti nella gestione di una missione satellitare. Tutte le strutture sono presidiate h24 e sono in grado di gestire simultaneamente più missioni spaziali. A queste si aggiunge la nuova sala LEOP, inaugurata venerdì 13.

Durante la cerimonia sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega allo Spazio, Riccardo Fraccaro, il consigliere militare alla presidenza del Consiglio, ammiraglio Carlo Massagli, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, e il coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio, Luigi Pasquali.

Leonardo presente anche nel progetto CHEOPS

A bordo del razzo Soyuz è partito anche il satellite dell’Agenzia spaziale europea (ESA) CHEOPS (Characterising Exoplanet Satellite) per lo studio dei pianeti più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno appartenenti ad altri sistemi solari.

CHEOPS, missione sviluppata dall’ESA in collaborazione con la Svizzera, è invece la prima missione dell’Agenzia dedicata allo studio degli oltre 4000 esopianeti già scoperti. Su commessa Asi, Leonardo ha progettato e realizzato gli “occhi” del satellite che graviterà a 700 km dalla Terra. Insieme ai ricercatori di INAF Padova e Catania e al contributo di piccole e medie imprese, Leonardo ha curato la realizzazione del sistema ottico del telescopio, il quale garantirà la possibilità di studiare da più vicino, per circa tre anni e mezzo, i pianeti di altri sistemi solari, alla ricerca delle loro caratteristiche scientifiche.

L’amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare con competenze e tecnologie al programma italiano COSMO-SkyMed Second Generation. Come già avvenuto per la costellazione attualmente operativa, la nuova generazione rappresenterà il meglio delle capacità di osservazione della terra a servizio di istituzioni e cittadini italiani ed europei per esigenze di sicurezza e difesa. Fedeli alla nostra tradizione di eccellenza nello sviluppo di strumenti per lo studio e l’esplorazione del cosmo – ha aggiunto – siamo certi che il telescopio sviluppato da Leonardo per la missione CHEOPS, fornirà dati e informazioni unici alla comunità scientifica internazionale”.

“Il satellite completerà la fase LEOP tra una settimana – ha aggiunto Luigi Pasquali – e per rendere possibili queste cruciali attività, recentemente è stata rinnovata una sala con nuove tecnologie e capacità potenziate, che costituirà un asset fondamentale per questi servizi. Telespazio è l’unico operatore privato in Europa in grado di gestire la fase LEOP di una missione satellitare”.

Aldo Campiglio

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3 comments

Fabio Crociato 22 Dicembre 2019 - 1:20

Alessandro Profumo (o Profuma)?: bla, bla, bla… Intanto gli Svizzeri provvedono a risolvere lo smaltimento di 3000 satelliti muerti in orbita… Chi fa l’ affare?
Ma siamo nel 2020, non dovevamo essere già su Venere, come dicevano nel 1969, quando in basso fumavano le canne e J.Hendrix si faceva le pere nelle tempie?!
Vediamo i risultati prima di esultare, diamo la medaglia dopo la battaglia, non prima!

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Vinci 22 Dicembre 2019 - 9:05

L affare non lo fa l Italia e nemmeno la svizzera sono so soldi che rubano a noi con queste fantasia su satelliti e spazio…. Sono cose che esistono solo nella stupidità di chi ne parla anche se non ne ha colpa.

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