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Roma, 22 dic – L’hanno bersagliato per giorni, senza tregua. Stiamo parlando di Checco Zalone, il comico pugliese messo in croce per la sua hit Immigrato, canzone promo del suo nuovo film Tolo Tolo. L’accusa? Ovviamente quella di alimentare l’odio e il razzismo. Ma, oltre agli accusatori, ci sono stati anche quelli che l’hanno difeso a spada tratta, da Enrico Vanzina a Massimo Boldi, fino al conterraneo Nichi Vendola. Ora, però, Checco Zalone ha deciso di esprimersi in prima persona: «Purtroppo non si può dire più nulla», ha detto il comico in una lunga intervista al Corriere della Sera. «Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa – prosegue – tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali».

Contro il politicamente corretto

Insomma, per Checco Zalone il problema dell’Italia non è il razzismo, anzi: «L’unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C’è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende». Naturalmente c’è tanta ironia nelle parole del comico barese: «Non sono razzista neanche verso i salentini, che per noi baresi sono i veri terroni. E neppure con i foggiani, anche se molti di loro si sono risentiti per una canzone che ho cantato da Fiorello, La nostalgie de bidet: “Così proprio ogg’ so’ turnuto nella mia Fogg’, la delinquenza la spazzatura la poverté, ma finalment voilà le bidet…”. Ne approfitto per chiedere scusa ai foggiani: lo giuro, non penso che appartengano a una razza inferiore… E chiedo scusa pure ai calabresi: nel nuovo film c’è una battuta terribile su Vibo Valentia».

Checco Zalone tra Renzi e Berlusconi

Poi Checco Zalone parla a tutto campo della politica e dello spettacolo. E chi dice che lui sia diventato di sinistra, risponde: «Eh no! Questo è troppo! Qui mi arrabbio davvero». Il comico spiega anche come è nata la leggenda che lui sia di destra: «Eravamo a una festa di paese. Tentavo di provare sul palco, ma da quattro ore un gruppo di comunisti, vestiti da comunisti, andava avanti con la pizzica. A un tratto mi venne spontaneo urlare: “Viva Berlusconi!”. Quel giorno nacque la Taranta de lu Centrudestra». D’altra parte, Zalone confessa anche il suo primo voto fu proprio per il Cavaliere: «Ho votato per la prima volta nel 1996: Berlusconi secco. Perse. Per un po’ mi sono astenuto. L’ultima volta ho votato Renzi. E ha perso pure lui». Ma perché proprio Renzi? «L’altra sera – racconta – ho visto una partita in cui un tennista veniva massacrato; e ho cominciato a tifare per lui. Allo stesso modo, tifo Renzi. Mi ricorda don Chisciotte».

Salvini e le sardine

Ma Checco ne ha veramente per tutti. Anche per le sardine: «Non le ho ancora capite. Non mi esprimo. Certo, questo leader [Mattia Santori, ndr] con il cerchietto tra i capelli…». E Salvini? «Non ho capito neppure lui. So solo che è un grande comunicatore. E un grande paraculo. Ora vedo che sta tentando di diventare un po’ democristiano…». Chissà che il «capitano» non possa essere il soggetto per una nuova imitazione del vulcanico Zalone.

Vittoria Fiore

4 Commenti

  1. Caro Checco, vediamo un po’ se ti posso aiutare a capire le sardine.
    Sono un movimento poco spontaneo che nuota per combattere le opposizioni.
    Sono bene inserite dappertutto.
    Anche in questo blog ce ne potrebb gte essere qualcuna.

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