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Roma, 29 dic – Presentata come architrave del futuro della mobilità su quattro ruote, l’auto elettrica rappresenta ad oggi la frontiera del dibattito in materia. Complice la demonizzazione delle emissioni, in nome di una rinnovata – quanto spesso malriposta – attenzione all’ambiente, ci viene presentata come la soluzione di tutti i nostri mali. Ma è veramente così?

In Olanda le auto elettriche viaggiano… a carbone

Tra Amsterdam e L’Aia va molto di moda fare la morale. Chiedete ad esempio all’ex presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, quello convinto che le nazioni del sud Europa non fossero virtuose perché spendevano tutti i loro soldi in alcool e donne.

Non va meglio con il discorso auto elettrica, specie se l’Olanda non fa mistero di vantarsi dei suoi primati. Dal Paese dei tulipani è ad esempio partito il più grande giro del mondo a bordo di un veicolo a batterie, così come le auto ad emissioni zero già da tempo percorrono più km di quelle a combustibili fossili, che per inciso trovano nel porto di Rotterdam uno dei più importanti snodi globali.

Già, le emissioni. Le auto elettriche sono davvero amiche dell’ambiente? Proprio l’Olanda ci dimostra che sotto la patina di ambientalismo moralista si nasconde parecchio sporco. Quello, ad esempio, prodotto dalle centrali a carbone che il governo ha deciso di chiudere entro il 2030. Obiettivo decisamente in là nel tempo, come a dire: intanto lo poniamo, poi si vedrà. Il problema è tutto qui: di fronte all’incremento di domanda di energia elettrica – per tutta una serie di scopi – l’offerta deve necessariamente adeguarsi. Scordatevi però i mulini a vento, nonostante l’elevato potenziale le rinnovabili ancora non possono soddisfare le esigenze: l’Olanda va dunque ancora forte a carbone, con tre centrali nuove di zecca costruite non più tardi del 2015.

L’auto elettrica distrugge lavoro

Oltre al discorso della disponibilità di energia – o quantomeno di energia pulita per non mandare all’aria (è proprio il caso di dirlo) il bilancio delle emissioni – c’è anche un discorso prettamente industriale da fare.

L’auto elettrica, infatti, per sue caratteristiche strutturali, è una vera e propria tomba di posti di lavoro. Lo ha spiegato, stringatamente, Riccardo Ruggeri, una vita in Fiat fino ad arrivare alla carica di amministratore delegato di New Holland. Non proprio l’ultimo sul mercato. Secondo l’ex dirigente apicale di uno dei più importanti gruppi automobilistici mondiali, il rapporto di posti di lavoro fra auto elettrica e auto a combustione interna è di 1 a 4. Vale a dire: per ogni quattro addetti che lasceremo a casa chiudendo gli stabilimenti che producono i “vecchi” motori a scoppio, solo uno potrà essere riassunto nelle futuristiche fabbriche destinate alla mobilità verde.

Forse (non è detto) avremo l’aria più pulita, chissà. In compenso dovremo fare i conti con decine di migliaia di disoccupati in più. Come se ne avessimo bisogno.

Filippo Burla

20 Commenti

  1. Argomento cruciale sul quale c’è tanto da capire e documentarsi; ovviamente l’ Olanda che non vuole più essere chiamata tale (solo Paesi Bassi, a buon intenditore..), scompiglia e cela, come sempre…
    Un paio di osservazioni a prima vista. Le batterie pesanti sotto il sedere devono essere ben schermate altrimenti sai che campi magnetici (un tema sul quale nessuno, o quasi, parla più), quindi vetture ancora più pesanti che necessitano di maggiore energia…
    Batterie, macchine verso l’usa e getta…, i costi dello smaltimento e riutilizzo integrale (possibile?), chi li paga? Già i reali costi d’uso non sono di facile calcolo…
    L’ auto elettrica fa pensare chiaramente pure ad una ulteriore riduzione di libertà-autonomia.
    Circa Riccardo Ruggeri, un “compagnazzo” simpatico, intelligente e sincero, scaricatevi il suo libello, gratuitamente (bravo l’autore!), dal sito e-commerce della Verità quotidiano. Apre molto la visuale…

  2. Ma la parola “conversione” vi fa paura? Io la vedo come uno stimolo ad utilizzare fonti energetiche alternative. Inoltre le batterie vengono riciclate (mai menzionato), ciò che ovviamente non avviene per il carburante. In finale, se si lavorasse con intelligenza verso la produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, ne gioverebbe il clima e conseguentemente tutti noi. Per quanto riguarda i posti di lavoro, c’è bisogno di nuove competenze, tutto si evolve, tranne alcune menti.

  3. Magari quasi nessuno pensa che quei 3 posti di lavoro persi su quattro per l’auto elettrica potrebbero essere riconvertiti come lavori a servizio della qualita’ della vita degli esseri umani .
    Ne abbiamo tanto bisogno.

  4. Non sono per nulla d’accordo, in primo luogo con le batterie al litio (e chissà quali altre in futuro) si sono fatti enormi progressi in termini di peso, autonomia, ricarica rapida.
    I posti di lavoro si riducono (embè? ca nisciuno è fisso) perchè il motore è più semplice da costruirsi, più affidabile, praticamente eterno e ciò è un bene, a meno che non siamo diventati tutti luddisti.
    Quanto alle prestazioni poi, per le migliori Tesla serve una Formula Uno per batterle.

  5. Nel mio passato, mi sono interessato anche di trasporti per via ordinaria (i.e. su gomma)… sull’inquinamento da auto elettriche ‘pure’, ecco i miei pensieri:
    1. Emissioni. Un’autovettura elettrica ‘pura’, muovendosi, effettivamente inquina poco o nulla.
    2. Autonomia. Come si fa a migliorarla? Trovero’, quando mi serve, una colonnina/stazione di ricarica? [nella foto dell’articolo il generatore e’ presumibilmente un ‘due tempi’, motore notoriamente inquinante…]
    3. Generazione della corrente. Centrali a carbone (polveri?), idroelettriche, solari (nuvole?), eoliche (vento?) o NUCLEARI (scorie!). Comunque destinata ad aumentare in ragione del numero sempre crescente di veicoli elettrici ‘energivori’.
    4. Fabbricazione e SMALTIMENTO delle batterie. Scelta di materiali non inquinanti (niente piombo, ovviamente, quindi?), dimensioni (pesi), durata (cicli di carica/scarica), etc.
    Ho letto anche di un esperimento, eseguito in Germania su motori a ciclo Diesel di ultima generazione, dove i gas al terminale di scarico erano piu’ ‘puliti’ dell’aria ambiente (inquinata)!
    Aggiungo che il mio meccanico di fiducia e’ andato a seguire un corso specifico su come intervenire su auto elettriche in caso di incidente (occorre essere molto ben preparati, in caso un conduttore sia entrato in contatto con la carrozzzeria metallica…).
    Ove possibile, vorrei essere confutato da un INGEGNERE (e non da una ‘sardina’)…
    Ringrazio per l’attenzione

  6. Se si pensa che su di un tema così tecnicamente cruciale bastino gli ingeneri…, troveremo sicuramente tante sardine laureate, iperspecializzate.
    Piccolo appunto sulle Tesla…, grazie a loro abbiamo sentito-visto di “incidenti in prima visione”…
    Cerchiamo di mantenerci fuori dalle gabbie, se riusciamo…

  7. Mi ripeto , controllate i dati ACI/ANIA , in base ai kw , base fiscale attuale al posto dei vecchi
    Cavalli Vapore …..
    per sostituire TUTTE le auto in circolazione a benza/gasolio SERVONO in Italia da 8 a 10 nuove CENTRALI NUCLEARI !!!!! altri sistemi di produzione di corrente non li ho manco previsti …..

    500.000 pale eoliche ? sai che belvedere …..

    e ho detto AUTO ! manca il trasporto commerciale su gomma …..

    Ho un’ auto IBRIDA , passo avanti , ma per cambi epocali servono strutture ,
    oggi con la Tesla ,auto magnifica che comprerei volentieri AVENDONE I MEZZI ECONOMICI , viaggiano SOLO ricchi SBORONI …..

    Milano AVEVA una rete di filobus … sostituita con carrozzoni a gasolio …. non ricordo chi fu il
    GENIO che ha inquinato Milano , già messa male …..

    quindi ? o si fanno investimenti per evitare l’ inquinamento … ma parliamo di PROGETTI seri …
    coi Pirla che governano oggi ?????

    La butto lì , coi motori di oggi a combustione interna , e bassi investimenti , ci sono SOLO
    metano (dalle scorregge delle vacche che , secondo i gretini …., alzano la temperatura del pianeta , quindi 2 soluzioni al prezzo di una )
    o idrogeno considerando però la PERICOLOSITA’ dell’ idrogeno , vedi Zeppelin ….

  8. Che discorsi del cazzo!!
    Se lavora uno su tre vuol dire che la macchina costerà meno e sarà più affidabile.
    E i tre lasciati a casa potrebbe anche voler dire (se avessimo sindacati seri e non bande di predoni affamati di soldi) lavorare tuti ma solo 3 giorni a settimana con la stessa paga di oggi (da fame) e aver poi tempo libero per fare altro (altri lavori. O studiare o coltivare hobby).
    Occorre RIDISTRIBUIRE IL REDDITO non lavorare da schiavi e arriçhire i padroni!!

  9. A Sergio M aggiungerei: ma il trasporto commerciale su gomma (bravo ad averlo ricordato), su medio-lunghi, lunghi tragitti non doveva passare su rotaia?! Prima di rifilarci macchinette a batteria, che risolvano questa pesante (sic!) questione! Altrimenti abbiamo tutti i diritti di dubitare, specie poi con le “semenze” olandesi…

  10. Un articolo dal contenuto controverso.
    Da una parte evoca (purtroppo) l’ormai abituale “luogo comune” della demonizzazione contro il Carbone (il combustibile naturale più ampiamente disponibile in tutti i Continenti e che consente di produrre abbondante elettricità, sempre e soprattutto quando serve!), e dall’altra ricorda che l’Olanda (giusto un esempio) ha recentissimamente avviato 3 nuovissimi impianti alimentati a Carbone!
    Peccato, l’autore dimentichi di ricordare che tali modernissimi impianti hanno un impatto ambientale dal loro funzionamento davvero marginalissimo.
    L’esempio dei modernissimi motori diesel è eclatante per comprendere davvero le cose, fuor di metafore pseudo-ambientaliste.
    Ed allora, forse, manca qualche razionale logica interpretativa che ribadisca che a noi tutti interessa che le moderne tecnologie avanzino ed arrivino ad affermarsi perché davvero razionali ed efficienti ma che, nel frattempo, occorre utilizzare ciò che la tecnica disponibile ha saputo egregiamente migliorare e rendere concretamente disponibile, per evitare un davvero inauspicato ritorno al passato, quando l’energia non era disponibile e le condizioni di vita anche in Europa, davvero misere.

    Allora, è il caso di un serio approfondimento che ci aiuti a mettere da parte tanti speculativi e fuorvianti “luoghi comuni” e la si smetta conseguentemente di sperperare immani risorse (di cui l’umanità ha invece estremo bisogno (soprattutto quel terzo degli esseri umani che vivono in condizioni miserevoli nei troppi Paesi sotto sviluppati, proprio a causa del mancato accesso a davvero razionali e sostenibili Fonti di Energia; quella oggi convenzionale.

    Serve quindi un serio approfondimento tecnico che seri giornalisti dovrebbero fare!

  11. ma la benzina ai benzinai ci va da sola? non si calcola l’inquinamento dell’autobotte che la trasporta? non si calcola l’emissione di questa autobotte? come se fosse colpa delle casse automobilistiche che puntano sull’elettrico se le più grandi nazioni fanno ancora affidamento ai combustibili fossili

  12. poi un plauso a Burla, lo vedo competente, i molti campi:politica, economia ecc..
    però da esperienza personale chi a volte è meglio saper poche cose ma saperle bene

  13. Ma dai. Avete anche il coraggio di scrivete certe cose. Parli di licenziamenti e non parli delle assunzioni dei nuovi profili più professionali e preparati che servono oggi. Magari avete pensato che fossero anni che volevano desfarsi di questi lavoratori a scarsi valore aggiunto e non sapevano come fare?

  14. Con Volkswagen la ID.3 è il primo modello a utilizzare la nuova piattaforma E3, con il caricamento ancora più veloce dei dati. Il ripetersi dei problemi ha indotto il CEO Herbert Diess a creare una società autonoma per occuparsi solo di software, Car.Software. Che crescerà fino a occupare più di 10 ila esperti digitali nel 2025.

    Questo però non lo.dite vero.