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Kobe, 4 mag – Ciò che emerge da uno studio condotto dal Kobe City Medical Central General Hospital su 1.000 campioni di sangue da pazienti che hanno visitato l’ospedale tra la fine di marzo e l’inizio di aprile è che la mortalità del coronavirus potrebbe essere molto inferiore a quello che finora ci è stato detto dal mondo scientifico.

Mortalità coronavirus  inferiore alla “banale” influenza stagionale

La notizia, riportata dal quotidiano torinese La Stampa, ci dice che sui 1.000 campioni presi da pazienti ricoverati presso il Kobe City Medical Central General Hospital, addirittura uno su diecimila sarebbe morto per coronavirus. Esclusi da questo campione sono stati i pazienti affetti da sintomatologia da coronavirus: su questi mille solo  33 persone, ovvero il 3,3% sono risultati positivi agli anticorpi del Covid19. Se questa ricerca venisse confermata da ulteriori esami eseguiti in altre Prefetture del Giappone, la mortalità del coronavirus corrisponderebbe allo 0.01%, quindi addirittura inferiore alla “banale” influenza stagionale.

Ma i medici giapponesi sono cauti

I medici giapponesi che hanno preso parte a questa ricerca e hanno effettuato i test vogliono comunque rimanere cauti: i campioni prelevati proverrebbero esclusivamente da pazienti ambulatoriali e il direttore dell’ospedale, Kihara Yasuki, ribadisce che c’è una grande probabilità che siano molte di più persone effettivamente contagiate da coronavirus rispetto a quanto sinora è noto. A ciò va aggiunto che centinaia di pazienti malati a causa della influenza stagionale, già a gennaio avevano mostrato sintomi insoliti. Si ritiene che a Kobe il coronavirus sia arrivato già alla fine del 2019, essendo una delle città nipponiche più cosmopolite.

I suicidi dei commercianti giapponesi

Forse questa ricerca dell’ospedale Kobe potrebbe permettere al Giappone di allentare la stretta sulla nazione: solo a marzo, infatti, sono stati 1700 i suicidi di commercianti che si sono visti strozzati dai debiti. Ricordiamo, infatti, che molti imprenditori hanno pagato di tasca loro le ristrutturazioni dei loro locali per le Olimpiadi che poi sono state rimandate.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. A questo punto sarebbe opportuno mettere a confronto i morti per coronavirus e quelli per suicidio ti tipo economico legato alle misure restrittive applicate dai governi in seguito all’arrivo del coronavirus. Perché è vero che è difficile accettare di morire di coronavirus, ma probabilmente lo è di più accettare di morire per difficoltà economiche sopraggiunte.
    Una società sana cura sempre PRIMA le sciagure causate dall’uomo e solo DOPO quelle causate dalla natura.

  2. Nel frattempo tenetevi le mascherine.
    A proposito, la legge che obbliga a circolare a viso scoperto è ancora in vigore ?

  3. I Giapponesi usano guanti e mascherine SENZA che venga loro ordinato
    da un buffone che ripete quello che gli ha detto il GOMIDADO TENCxx

    La cosa STRANA in italia è l’ ALTISSIMA mortalità …. superiore a quella di tutti gli altri paesi e … quasi pari al 10% nella Bergamasca !

    E non dite la “Burionata” che l’ età media è più alta !!!!
    Ho visto una signora di 94 anni dimessa ed in buona salute … e giovani
    uscire …. con i piedi in avanti …..
    Il malato 1 , 38 anni e sportivo , se l’ è cavata per un pelo ed un ragazzino
    di 18 anni è stato 3 settimane INTUBATO …..

    Se fossimo un paese serio , varrebbe la pena indagare sul DISASTRO
    Bergamo ,
    Certo gli aperitivini , abbraccia un cinese , e le feste di carnevale oltre ai fessi che in lockdown hanno pensato d’ essere in ferie e sono andati a sciare …..
    ma questo vale per la diffusione , non per una mortalità al 10% contro un
    normale 2 max 3% …..

    Una nota , abito nella città meno colpita della Lombardia , la città di Fontana , indimenticato Borgomastro ,
    appena visto il Governatore con la mascherina ….. abbiamo
    adottato IN MOLTI “stili” di vita Giapponesi ……
    Oggi , dopo 2 mesi , è venuto a casa mio figlio ;
    nessun abbraccio e tutti con la mascherina …..

    • Relativamente a ciò che hai definito “cosa strana”, mi permetto di segnalarti che nelle zone “ricche”, ma ignoranti, si è imparato troppo a convivere con le infiammazioni croniche! E il coronavirus appare come un detonatore davanti a cotanto esplosivo…
      In Giappone sono sempre a caccia dell’ alcalinità e non lasciano libero sfogo alla acidità corporea.
      Non dimentichiamo quando si diceva ad una persona: “ma come sei acido!”.
      Sursum Corda

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