Home » Il flop di Bard: la nuova IA di Google sbaglia e l’azienda perde 100 miliardi in borsa

Il flop di Bard: la nuova IA di Google sbaglia e l’azienda perde 100 miliardi in borsa

by Michele Iozzino
0 commento
Bard

Roma, 10 feb – Alphabet, la società che gestisce Google, ha chiuso la giornata di mercoledì con una perdita in borsa di oltre il 7%. Il tutto per un errore di Bard, la nuova intelligenza artifciale su cui l’azienda sta lavorando e che ha lanciato proprio questa settimana.

L’errore di Bard

Il lancio di Bard non è andato come previsto. Questo lunedì Google aveva cominciato a diffondere i primi materiali promozionali della propria intelligenza artificiale. Appunto Bard, un chatbot che dovrebbe fare concorrenza al più noto e discusso ChatGpt di OpenAI. In uno di questi video dimostrativi, viene chiesto a Bard di spiegare il funizionamento del JWST. Quest’ultimo è un importante telescopio spaziale operativo dal 2021 e frutto della collaborazione di Nasa, Esa e Csa. Nel rispondere alla domanda l’intelligenza artificiale ha dichiarato: «Il JWST ha scattato le prime foto in assoluto di un pianeta fuori dal nostro sistema solare. Questi mondi lontani sono chiamati “esopianeti”. Eso significa “dall’esterno”». Nei giorni immediatemente seguenti, molti studiosi hanno segnalato come l’affermazione contenesse delle informazioni sbagliate. Infatti, la prima immagine di un esopianeta è stata realizzata e diffusa nel 2004, ben prima dell’entrata in funzione del JWST.

La corsa alle intelligenze artificiali

Una volta che la notizia dell’errore si è diffusa, Alphabet ha cominciato a perdere in borsa chiudendo con un passivo del 7% e bruciando in questo modo circa 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Non è il primo scivolone di Google nella corsa alle intelligenze artificiali. Qulache mese fa aveva fatto discutere il caso di un ingegnere della stessa azienda che aveva sostenuto che Lamda, un sistema di intelligenza artificiale per la creazione di modelli linguistici sui cui peraltro si basa anche Bard, fosse diventato senziente e avesse sviluppato una coscienza. A complicare le cose per Google è stato anche l’annuncio di Microsoft del lancio di una versione del proprio motore di ricerca Bing e del browser Edge con alcune funzionalità di ChatGPT, andando a sfidare l’egomia di Google in questo campo.

Michele Iozzino

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati