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Roma, 11 gen – Con il lockdown ci siamo ritrovati chiusi in casa a scrollare compulsivamente lo smartphone: non è un caso infatti che siano aumentati i casi di depressione, si accresca il senso di isolamento e l’abuso di sostanze ed alcool nonché l’ansia dovuta all'”infodemia” sul coronavirus. Per uno studio condotto da tre università la ricetta sta nello staccare e cercare il contatto con la natura.

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Via gli smartphone, si al verde

Dunque, sarebbe tutto qui: trascorrere del tempo all’aperto, in particolar modo negli spazi verdi, e assolutamente spegnere i dispositivi come telefoni e tablet. Questo, in soldoni, aiuterebbe a tenere a bada la “tristezza da lockdown”. Questa è la ricetta che emerge da una ricerca condotta congiuntamente da accademici della Anglia Ruskin University nel Regno Unito, della Karl Landsteiner University of Health Sciences in Austria e della Perdana University in Malaysia, pubblicata sul Journal of Happiness Studies. Lo studio ha esaminato il modo in cui i livelli di felicità durante i lockdown nazionali erano influenzati dall’essere all’aperto, dalla quantità di tempo trascorso davanti allo schermo (uso di TV, computer e smartphone) e dalla sensazione di solitudine.

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I livelli di “felicità”

Gli studiosi hanno misurato i livelli di felicità in un gruppo di 286 adulti austriaci tre volte al giorno, a intervalli casuali, per un periodo di 21 giorni. Questo ha fatto sì che i partecipanti fornissero dati in tempo reale piuttosto che retrospettivamente. La ricerca è stata condotta nell’aprile 2020, in un periodo in cui ai partecipanti era permesso di lasciare le loro case solo per attività specifiche, tra di essere l’esercizio fisico. E’ emerso che i livelli di felicità erano più alti all’aperto piuttosto che al chiuso. Inoltre, più tempo sullo schermo e livelli più elevati di solitudine erano entrambi associati a un minor benessere complessivo.

Ilaria Paoletti

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