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Catania, 11 gen – E’ considerata tra le tre principali feste cattoliche al mondo per affluenza. La festa nonché la venerazione di Sant’Agata hanno origini antichissime. Il culto per la “Santuzza” ogni anno viene celebrato con un’imponente processione che attraversa le vie cittadine , della metropoli catanese, per quasi 3 giorni. Se fino ad oggi è stata prassi normale sviluppare i riti celebrativi con enormi affluenze di devoti, quest’anno bisogna fare i conti con il coronavirus. Era inevitabile, forse anche prevedibile, ma la comunicazione ufficiale allo stop dei festeggiamenti previsti per il 3/4/5 Febbraio 2021 è arrivata.



Le celebrazioni in onore della Santa Patrona di Catania saranno limitate solo ai momenti religiosi. Come già riportato dal quotidiano locale LaSiciliaweb: “I membri promotori del Comitato per la Festa di Sant’Agata, vista l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia e alla luce delle attuali disposizioni delle competenti autorità e di quelle che a breve si prevedono, comunicano che la Festa della Santa Patrona quest’anno non potrà svolgersi con le modalità consuete – si legge in una nota firmata dal sindaco Salvo Pogliese e dall’arcivescovo Salvatore Cristina – Saranno assicurati esclusivamente alcuni momenti religiosi, il cui calendario verrà presto comunicato”.

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Sant’agata: l’ultimo stop fu per la Guerra del Golfo

Ad esclusione del secondo conflitto mondiale, in cui la città, la cattedrale e lo stesso carro celebrativo agatino subirono ingenti danni, l’ultimo stop in tempi recenti risale alla prima Guerra del Golfo. Nel lontano 1991, a seguito dell’invasione dell’Iraq, venne deciso di non procedere alle normali processioni religiose con il maestoso fercolo per le strade di Catania. La festa, infatti, venne limitata alle sole funzioni religiose.

L’importanza religiosa che stupisce il mondo

All’inizio dicevamo che la festa è tra le tre principali celebrazioni religiose al mondo. Dopo la settimana Santa di Siviglia e il Corpus Domini di Cuzco in Perù, la festa di Sant’Agata.
Essa è inserita ne i Reis, ovvero il registro delle eredità immateriali, atto propedeutico al riconoscimento dell’Unesco come Bene immateriale patrimonio dell’umanità. L’affluenza annuale viene stimata nell’ordine del milione di visitatori oltre che fedeli al culto Agatino.

Rosario Lanzafame

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