Roma, 18 gen — Twitter renderà la vita impossibile a chi vorrà diffondere informazioni non in linea con la narrazione dominante sulla pandemia di coronavirus. Come se, del resto, ce ne fosse ulteriore bisogno, considerata la poca propensione alla pluralità delle piattaforme social. Del tutto in linea con le recenti dichiarazioni di Parag Agrawal, nuovo leader di Twitter, il quale ha affermato che il social dovrebbe «concentrarsi meno» sulla libertà di parola,

Twitter, stretta censoria sul Covid

Con l’intento di combattere le fake news sul Covid è in arrivo quindi l’ennesima stretta censoria sui contenuti e sui tweet ingannevoli, sui quali si è deciso di intervenire etichettandoli come «fuorvianti». Potrebbero incorrere nella mordacchia della piattaforma «i contenuti che sono indiscutibilmente falsi o ingannevoli e suscettibili di comportare un rischio significativo di danni (come una maggiore esposizione al virus o effetti negativi sui sistemi di salute pubblica)». Come, ad esempio, tutti i post che trattano della nascita e origine del Covid, oppure quelli che mettono in dubbio l’efficacia delle misure restrittive; o quelli che pongono interrogativi sull’eventuale pericolosità dei vaccini o la correttezza dei dati statistici su morti, infetti e ospedalizzazioni.

Insomma, tutto quello che non starà bene ai «fact checker» alla Puente assoldati da Twitter verrà falciato con una bella lettera scarlatta e un’etichetta contenente la versione corretta della notizia, ovviamente secondo la vulgata pandemica dominante. Non sarà inoltre possibile retwittare o citare l’autore del contenuto. Verranno inoltre presi provvedimenti nei confronti dell’utente propagatore di fake news o presunte tali, e comunicati attraverso un sistema di avvisi: un avviso, nessuna azione, solo un avvertimento; 2 avvisi, blocco dell’account per 12 ore; 3 avvisi, blocco dell’account per 12 ore; 4 avvisi, blocco dell’account per 7 giorni; 5 o più avvisi, sospensione permanente. 

Cristina Gauri

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