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Roma, 6 dic – Brutta figura per la punta di diamante dell’inchiesta antifascista Paolo Berizzi, che questa volta tira un bel colpo di “pietra” su un gruppo “di odio”. Peccato si tratti di giovani artigiane donne, femministe e antifasciste.

La replica di Fhate Off

La denuncia la sporgono direttamente loro, le ragazze di Fhate Off. Sulla loro pagina denunciano loro stesse di essere state oggetto quantomeno di una mala interpretazione di Berizzi che, sulla sua rubrica per Repubblica denominata Pietre (quelle di polemiche – sterili – che lui stesso scaglia) parla così di loro: “C’è un negozio a Roma, vende tshirts, cappelli, toppe anche personalizzate. Ricamano quello che vuoi. Ma gli slogan della casa sono standard: “Odio tutti”, “Ti odio”, “Magari mori”, “Acab”, “Antisocial”“…. e continua l’elenco. “L’ultima produzione della bottega dell’odio” scrive Berizzi “offriva il 20% di sconto su tutti gli articoli. Previa presentazione del coupon lamiavitadimerda“.

 

Esauriti gli argomenti?

Cosa volesse esattamente comunicarci Berizzi, rimane un mistero. Lui, che di solito indaga solo su un “odio” dal ben preciso segno politico (non dimentichiamoci che è autore di Nazitalia e di molte altre scottanti inchieste, come quella su Fiamma Negrini, esponente dei Fasci italiani del Lavoro o quella contro la “spiaggia fascista” di Chioggia) forse stavolta ha preso una cantonata colossale – o ha esaurito l’ispirazione.

“Non c’hai capito un cazzo”

“Si siamo noi” scrivono le ragazze di Fhate Off. “Si, Paolo Berizzi di NazItalia, in questo articolo apparso su la Repubblica non c’hai capito un cazzo“, rispondo prosaicamente. Fhate Off, in effetti (e basterebbe degnarsi di visitare la loro pagina Facebook e in generale i loro social) non è certamente una marca fascista, anzi. L’ultimo post in evidenza si schiera a favore della tampon tax, propongono per le feste natalizie decorazioni per l’albero rappresentanti vagine e seni da riott grrrl, borse “protect your sister” e via dicendo. Insomma, sono delle femministe tout court, molto probabilmente di sinistra, e quasi sicuramente di ispirazione punk/do it yourself. Berizzi cosa si sarà fumato quel giorno? Adesso che l’odio è la nuova emergenza nazionale non conta da dove provenga, né come venga esplicato: bisogna combatterlo a prescindere, evidentemente. Anche quando viene dal “fuoco amico”.

Inchieste all’acqua di rose

O, forse, Berizzi non s’è nemmeno sprecato di entrarci in quel negozio, di vistare la pagina di Fhate Off. Aveva bisogno di quattro frasette indignate per la sua rubrica che, manco a dirlo, sta andando piuttosto male, mannaggietta. E se continua così, non può che andare peggio e a ben vedere! Beh, per rimanere in tema… Berizzi, mettice ‘na toppa.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. repubblichetta è un giornalaccio che fa cagare da sempre …… ma forse riescono a superarsi ……

    Lombrosianamente berizzo ha una gran faccia da pirla , , e pare pure si lavi poco , stile Rackete ;

    Odio no , si riserva al nemico NON valoroso (vigliacco sul campo di battaglia) , disprezzo si .
    Impara berizzo cos’ è la DX ! Studia , comprendi , o TACI .(che fai miglior figura).

    Penso che leggerò NazItalia , dev’ essere veramente COMICO .

    Ti do un dritta berizzo , i Nazisti in Europa ci sono , ma non sono quelli che credi , non hanno teste rasate e bomber neri ….. (alcuni si , ma sono quelli “buoni”) , incontrandone uno di quelli VERI …. moriresti di paura …. come incontrare Lucifero ; non sono banali come impiegati del catasto , stile himmler ….. hanno lo sguardo da predatore … .

    hasta la victoria (S.H.)

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