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Roma, 15 apr – Achille Lauro contro i retrogradi, ovvero chi osteggia i Ddl Zan (ma lo sa che ci sono dei gay che non lo ritengono affatto un portavoce valido?) mette le carte in chiaro con Renato Zero che con lui non è stato tanto gentile ….



Achille Lauro paladino del Ddl Zan parla di Renato Zero

Intervistato da Huffington Post, Achille Lauro il paladino della fluidità replica alle critiche di Renato Zero: “È sbagliato fare paragoni, abbiamo entrambi delle identità molto forti. Io e Renato Zero siamo diversi. Forse lui ha sbagliato nel definirmi, semplicemente perché non mi conosce o perché ha ascoltato solo i miei singoli di punta. Capisco che Renato Zero sia vittima di una non conoscenza completa del mio percorso. Con Zero siamo d’accordo sicuramente su una cosa: lui è lui e io sono Achille Lauro”.

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Potevamo non parlare del Ddl Zan?

Poi veniamo all’argomento del momento, il martellante messaggio sul Ddl Zan, sul quale – ovviamente – Achille Lauro non ha niente da obiettare, anzi: ne è un altro sponsor. “Ma cosa posso dire io rispetto a questa situazione? Mi sono esposto con quello che faccio. Sono stato ospite al Lover Film Festival con Vladimir Luxuria e ho fatto la mia prima esposizione: ho messo in scena una gabbia con due ragazze che incarnavano l’amore”.

Ma Lauro non piace a tutti i gay, anzi

“Come c’è una legge che tutela la discriminazione etnica, ci dev’essere anche la legge contro l’omotransfobia” dice Achille Lauro “sono scandalizzato. Mi sono spesso esposto e ora mi sento inerme”. Ma l’autore dei quadri firmati Gucci, lo sa che nell’ambiente Lgbt con un po’ di sale in zucca viene ritenuto una specie di … sfruttatore? Infatti, il paladino del Ddl Zan viene accusando di queerbaiting.

Gay per “marketing”

Il queerbaiting è una tecnica di marketig dove si accenna ma non si esplica direttamente,  una storia d’amore tra persone dello stesso sesso . “Bait” letteralmente signifca “esca”,  lo specchietto per le allodole creato per attirare un pubblico queer senza respingere troppo quello eterosessuale. Lauro e il suo chitarrista Boss Doms, ad esempio, si baciano sul palco e si truccano, ma sono entrambi rigidamente eterosessuali e dichiaratamente fidanzati con donne.

“Lui privilegiato perché non è gay”

Daniele Biaggi, che gestisce la piattaforma Quid (dedicata a tematiche Lgbt) lo ha criticato aspramente: “Lauro porta avanti istanze interessanti su cos’è la mascolinità tossica e come abbatterla. Ma si sta appropriando di un immaginario che gli appartiene fino a un certo punto”. “. “C’è una fetta della comunità che non accetta il suo atteggiamento volutamente ambiguo” insiste Biaggi “lui occupa una posizione e in realtà lo fa con un grado di esposizione che gli consente di mantenere un privilegio, in virtù del fatto che non ha ancora mai fatto chiarezza sulla sua identità sessuale“.

Ma le voci “fuori dal coro” vengono silenziate

Dargli torto è impossibile, va altresì notato che il pensiero e l’accusa di Biaggi a Achille Lauro è stata opportunamente “silenziata”, oppure è stato evitato di riportarla dai principali collettori sociali e sponsor del Ddl Zan. Insomma, il Ddl Zan e la “fluidità” hanno bisogno di più sponsor possibili, di un palco come Sanremo, e chissenefrega se Lauro sfrutta solo un pubblico senza essere in realtà omosessuale. Un domani il Ddl Zan potrebbe ricardergli in capo, magari qualche gay lo accuserà di “omofobia” per aver sfruttato il pubblico gay da eterosessuale.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. “…..…in virtù del fatto che non ha ancora mai fatto chiarezza sulla sua identità sessuale…………“.

    Domani se LGBT non tira più……. porterà avanti le battaglie degli eterosessuali…….e dopo domani ancora se queste non tirano più……….ritroverà se stesso e i veri valori della vita con un po di interviste di qui di là di sù di giù dalla D’Urso o di chì sarà al suo posto………..

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