Roma, 7 ott – “Qualcuno” (ovvero i telespettatori) si è accorto della grande truffa del chef ‘n roll che è Gabriele Rubini in arte Chef Rubio; cuoco unto e bisunto, personaggio da reality, ribelle del qualunquismo, ex rugbista e mitomane a tutto tondo. Dopo le infelici (e reiterate) opinioni non richieste sui due poliziotti uccisi a Trieste dal dominicano Alejandro Augusto Stephan Meran, il calo della sua cosiddetta popolarità è palpabile. Anzi, gustabile.

Alla ricerca dell’audience perduta

Stando a quanto ci dicono i dati Auditel, Rubio è più brillante su Twitter, dove dispensa perle di populismo “rouge” a più non posso, che non sul piccolo schermo. Il suo programma, in onda dal 15 settembre e che si intitola Rubio alla Ricerca del Gusto Perduto ha raccolto un calo costante e progressivo di audience. La trasmissione va n onda nel prime time del  canale Nove: alla data del 15 settembre la trasmissione ha esordito con 373.000 spettatori e l’1.82% di share; il 22 settembre è stata seguita da 367.000 spettatori con l’1.6% di share; il 29 settembre da 344.000 spettatori e l’1.5% e ieri da 242.000 spettatori e l’1% di share.

Rubio contro tutti, tutti contro Rubio

Ma facciamo un breve recap di quanto accaduto: Rubio, coi cadaveri dei due poliziotti ancora caldi, si sente in diritto di scrivere su Twitter che è “inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente” è che “le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente“. Tutto questo, nel medesimo giorni in cui il capo della polizia Franco Gabrielli (non un aiuto cuoco) ci aveva appena spiegato che in Italia un reato su tre è commesso da stranieri. Ovviamente, sia gli utenti di Twitter che il mondo del giornalismo lo hanno fatto a pezzi, rinfacciandogli non solo la poca conoscenza della materia ma anche un tempismo discutibile. Rubio però non demorde: risponde, insulta, accusa gli altri di non aver capito le sue parole, se la prende con Giletti, se la prende persino con Rita Dalla Chiesa o per meglio dire fa l’unica cosa che gli riesce bene – ovvero il coatto – con la figlia del generale ucciso dalla mafia e arriva a bloccarla pur di non sostenere il contraddittorio. Per fortuna, i telespettatori si sono stufati di questo personaggio del cuoco coatto e tuttologo che si sente in diritto di sparare opinioni non richieste sullo scibile umano. D’altronde, se vogliamo sentire una sequela di banalità mentre osserviamo un soffritto che sfrigola in padella, non dobbiamo di certo sorbirci Chef Rubio alla Ricerca del (Buon) Gusto Perduto.

Ilaria Paoletti

8 Commenti

  1. il vecchio giochetto di puntare sugli slogan proimmigrazione e contro Salvini (che sembravano uno sport nazionale in quel mondo per essere considerati “qualcuno”) evidentemente non funzionano sempre… per fortuna

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