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Roma, 21 mar – A più di un anno dall’inizio dell’emergenza pandemica il mondo dello spettacolo vive una crisi che rischia di comprometterne la futura ripartenza. Nel governo Conte-Bis abbiamo assistito a continue promesse di riapertura e risarcimenti senza alcun seguito effettivo. Nonostante l’impegno di imprenditori e lavoratori del settore per favorire distanziamenti e sicurezza non vi è stata alcuna ripartenza.



Anche il Dl sostegno è insufficiente per il mondo dello spettacolo

Tuttavia, con il nuovo governo a guida Mario Draghi le aspettative di discontinuità di alcuni sono state tradite. Anche nel Dl sostegno appena varato gli stanziamenti per la categoria non sono certamente adeguati rispetto alle perdite subite dal settore sino ad oggi. Il ministro della Cultura Dario Franceschini aveva parlato nelle scorse settimane di riapertura di cinema, musei e teatri per il 27 marzo. Con le restrizioni imposte con l’ultimo decreto-legge l’annuncio non avrà alcun seguito.

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Il dramma di migliaia di lavoratori (e relative famiglie) legati alla filiera del mondo dello spettacolo lo si rintraccia nei numeri relativi alle perdite di fatturato. Il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, rappresentante degli organizzatori di spettacoli con musica dal vivo, ha denunciato una perdita del 97% nel 2020. E il 2021 non sarà certamente l’anno della ripartenza per il comparto, che vedrà l’espansione di fallimenti e crisi.

Perso oltre l’80% del fatturato

Il settore di teatri e cinema, sommato a quello musicale, ha registrato un crollo di circa l’83% del fatturato nel 2020 (da 2,8 miliardi a 623 milioni), dovuto in primis all’assenza di pubblico. Inoltre, l’osservatorio Siae riporta come lo sciagurato 2020 aveva visto un inizio promettente con un aumento di oltre il 15% del pubblico rispetto ai primi due mesi del 2019. Ciò suona come beffa dato che investimenti in arte e spettacolo erano consigliati dagli stessi che ora rischiano di condannare a morte queste filiere.

Ripartire in sicurezza per i lavoratori del mondo dello spettacolo è possibile e doveroso. Anche perchè non ha senso la retorica sul distanziamento impossibile in cinema e teatri dinanzi alle immagini dei bus stipati di pendolari quotidianamente.

Tommaso Alessandro De Filippo

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