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Roma, 10 Sett – L’omicidio di Willy Monteiro è diventato un caso mediatico, montato da un certo tipo di giornalisti a cui si sono accodati una serie di vip, tutte belle menti che hanno già sentenziato sul movente: razzismo. Sull’onda emotiva di questo delitto coi connessi attributi politici, gli utenti social si sono scatenati. Commenti ingiuriosi sono arrivati persino alla nipotina di uno dei fratelli Bianchi, oltre che alla compagna che è incinta. Già qualche giorno fa, però, c’era chi aveva preso una posizione fuori dal coro: è Luca Bizzari, l’ex Iena, ora a capo della Fondazione Palazzo Ducale di Genova. E la sua opinione ha mandato in tilt e ha fatto incazzare i suoi stessi follower.

Luca Bizzarri è molto attivo e ha un buon seguito su Twitter, tanto che per un giorno ha giocato a fare il social media manager di Carlo Calenda. E nonostante sia dichiaratamente di sinistra e antifascista, il comico genovese non ha pubblicato un solo tweet dal tono “giustizia per Willy”, non ha parlato di razzismo e non si è accodato a una certa vulgata. “Facile pubblicare le foto di due (presunti) assassini e distanziarci dalla loro ferocia. Proviamo a capire dove ha origine, quale cultura manchi e quale sottocultura invece causi tragedie del genere. Perché vedo tutti tanto distanti da ciò che è avvenuto, ma qualcuno lo è meno” twitta Bizzari il 7 settembre. In pochi capiscono il discorso garantista di Bizzari. La maggior parte dei suoi follower perde letteralmente la testa, invocando ergastoli ed evocando – ovviamente – i nazisti.

Lo scabroso garantismo di Bizzarri

“Mi sa che questa volta hai bucato Luca… Qua nn c’è da capire un bel nulla… Ma applicare la legge senza se e senza ma G-A-L-E-R-A A V-I-T-A!!!!!”, risponde un utente. E Bizzarri, serafico: “Vedi tu scrivi “applicare la legge”. Sono accusati di omicidio preterintenzionale. Da 10 a 18 anni. È sbagliata la legge? È sbagliata l’accusa? Ma è così, però voi blaterate quel che vi pare”. E agli isterici che lo accusano di giustificare gli artefici del pestaggio, Bizzarri puntualizza che non ha mai usato la parola giustificazione.

Poi, visto il bailamme social scatenato dalle sue inaspettate dichiarazioni (Bizzarri è stato nei trend di Twitter per due giorni), il conduttore torna sull’argomento: “Un assassino è “presunto” fino a che un tribunale dice che è un assassino” twitta, e insiste “un paese che fatica, o più spesso rinuncia, a comprendere questo concetto, non può migliorare. Un popolo che vuol farsi giustizia da sé è un popolo senza giustizia. È un popolo, appunto, di picchiatori”. Non una parola sul razzismo, ancora, sui moventi o sulla dinamica del fatto: solo la puntualizzazione garantista che va a contrastare tutto quell’odio “buono” che ha fatto sentire qualcuno legittimato nel dare della “troia” ad una neonata, colpevole di essere sull’Instagram di Bianchi.

“Quindi fino a Norimberga i nazisti erano presunti assassini?” commenta qualcuno, scomodando Göring  & Co. (ah, il senso della misura dei semicolti social). “Questi erano da considerare assassini già prima della morte di #WillyMonteiroDuarte visti i precedenti. Non devi essere per forza l’originale fuori dal coro”. “La presunzione è di fronte alle legge, non la natura ontologica. Se uccidi, sei assassino. Se uccidi e vai in galera sei assassino di cui è stata dimostrata la colpevolezza. Se uccidi e vieni assolto sei assassino di cui non si è dimostrata la colpevolezza, ma rimani assassino”, commenta qualcuno. Ma Bizzarri è impassibile: “Sono d’accordo, ma qualcuno lo deve appurare se hai ucciso o no. Se vuoi lasciare questo compito a Twitter, auguri”.

C’è vita a sinistra?

Insomma, niente Black lives matter, niente giustizialismo petaloso, niente accorati appelli a combattere il razzismo per Luca Bizzarri. Ma, anzi, ribadisce il concetto postando e ritwittando un articolo egualmente garantista di Mattia Feltri sull’omicidio di Willy. Mentre La Jebreal, la Angeli, Muccino e tutta la corte dei miracoli di sinistra ha già la realtà processuale in mano, e Puente banchetta sulla tragedia screenshottando tweet razzisti e discettando sulla ‘polarizzazione dello scontro’, qualcuno a sinistra si pone altre domande. C’è vita su “quel” pianeta, dunque? Purtroppo tra i follower di Bizzarri in pochi dimostrano di rispondere all’interrogativo, anzi, a stento capiscono la domanda.
Nadia Vandelli

3 Commenti

  1. Se siete davvero convinti che non ci sia un problema di subcultura che va a braccetto con tendenze estremistiche, allora non avete bisogno di evocare garantismo e difendere in maniera così forte chi non è stato ancora condannato, perché in democrazia questo va da sé.
    Fatto sta (eccome se ci sta) che provo pena per la signorina che porta in grembo il figlio di un animale del genere e che ha saputo che questa bella persona stava fottendo con una sconosciuta in un cimitero insieme ad altri ragazzi e ragazze, mentre lei era da sola e in gravidanza avanzata con la panza all’aria sul letto.
    Dunque, nonostante la signorina con tette, culo e labbra rifatte tipo buchona narcos (se legge qualcuno dell’entourage degli arrestati non si offenda perché non sto insultando nessuno, buchona non è una cattiva parola romanesca), possa risultare social-antipatica, poco aggraziata nelle sue pose ammiccanti anche e soprattutto quando si sforza di incarnare il modello ideale di donna italoforzista militante, ciò non deve farci scordare che anche lei è vittima di questo vuoto culturale e sociale del nostro povero paese.

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